Messaggio 22 gen 2009, 10:10

[CAPITOLO 1] Allestire un Home Studio

I requisiti fondamentali si possono riassumere in poche voci:

-una stanza con un'acustica decente
-un paio di monitor dalla risposta lineare
-una scheda audio dotata di ottimi convertitori
-un computer di recente generazione
-un sequencer in grado di realizzare i nostri progetti
-una serie di plugin di generazione sonora (virtual instruments)
-una serie di plugin per processare l'audio (compressori, equalizzatori, riverberi, delay...)
-una tastiera midi o USB per inviare i dati midi al sequencer

Per acustica decente della stanza si intende priva di riflessioni rilevanti, per evitarle basta poco, un tendone pesante, una serie di tappeti, già con questi piccoli accorgimenti si può migliorare notevolmente l'acustica del locale, se proprio vogliamo fare le cose per bene esistono in commercio dei pannelli assorbenti bugnati o piramidali adatti allo scopo.

Dei buoni monitor dovrebbero presentare un diagramma piatto, dovrebbero quindi erogare la stessa potenza dai 40/50hz ai 20Khz, che in teoria dovrebbe essere il range dell'orecchio umano, questo perchè quando ascoltiamo le nostre tracce dovremmo essere in grado di rilevare determinate imperfezioni e correggerle
prima di mascherarle con il missaggio di altri suoni, questa risposta lineare ci sarà utile sopratutto quando dovremo ascoltare il mix finito per ottimizzarlo, un'altra cosa importante sull'uso dei monitor è la loro collocazione, la disposizione corretta deve formare ad almeno 80/90cm dalle pareti un triangolo equilatero tra le casse e la nostra testa, inoltre l'altezza dei due tweeter deve essere uguale all'altezza
delle nostre orecchie ed entrambi i diffusori devono "guardare" verso di noi, se possibile poi non frapponete nulla tra voi e le casse, evitate anche di riporle su un ripiano che possa deviarne l'emissione prima che questa arrivi alle vostre orecchie, quelle onde deviate si sommerebbero a quelle dirette fornendovi una falsa prospettiva.

Se non dobbiamo registrare contemporaneamente da diverse fonti non abbiamo bisogno di una scheda audio con otto o sedici canali, meglio investire su una scheda con due o quattro canali dotata di ottimi convertitori, anche in questo caso è meglio la qualità alla quantità, i benefici arriveranno presto, sopratutto quando non dovremo impazzire per correggere una cattiva equalizzazione.

Per computer di recente generazione si intende una macchina che riesca a tener fronte ai processi di calcolo che l'hard-disk recording comporta e nello stesso tempo non sia quella più performante sul mercato che, di solito, è riservata ai game-maniaci e agli esperti di video-editing, a noi basta una macchina che non diventi obsoleta nel giro di un'anno ma che abbia comunque abbastanza muscoli, questo perchè sebbene esistano plugin e programmi che non hanno bisogno di un'elevata potenza di calcolo presto vi accorgerete che quelli che fanno meglio il proprio lavoro sono voraci di risorse.

La scelta del sequencer è molto personale, deve esserci feeling, dobbiamo in parole povere poter realizzare quello che vogliamo in meno tempo e con meno operazioni possibili, il lavoro deve scorrere fluido senza che l'impulso creativo venga influenzato da fattori tecnici, il mio consiglio è di installare le demo di quelli che vi interessano di più e provarli tutti per qualche giorno, se una mattina vi svegliate e il puntatore
del mouse si dirige "da solo" verso l'icona di un sequencer in particolare non preoccupatevi, il vostro inconscio ha già operato la scelta giusta.

Esistono migliaia di virtual instruments, il mio consiglio è di non installarne a centinaia perchè sono free o perchè ce li possiamo permettere, meglio individuare da subito quelli che servono per il nostro genere musicale e passare qualche ora in loro compagnia, imparare ad usarli per ottenere in breve tempo i suoni
che abbiamo in testa potrà farvi risparmiare tempo quando sarete in piena fase creativa ed ogni imprevisto o attesa rischierebbe di farla crollare irrimediabilmente.

Stesso discorso per i processori virtuali, pochi ma buoni, ricordiamo inoltre che ogni passaggio all'interno di un'equalizzatore, un compressore o altro degrada il segnale originale, quindi evitiamo di processare una traccia con due EQ e tre compressori per ottenere un risultato mediocre, meglio investire tempo e denaro in pochi plugin che diano ottimi risultati con poche e giuste modifiche.

Una tastiera è necessaria per poter suonare i virtual instruments caricati sul sequencer, possibilmente evitiamo di acquistarne una priva di velocity, quella funzione cioè che trasmette assieme alle note anche i dati relativi
alla forza usata sui tasti, meglio ancora se possiede anche qualche controller aggiuntivo tipo fader, manopola o switch che potremo assegnare ai vari controlli dei virtual instruments.



Già con questi pochi elementi si è già in grado di produrre un progetto musicale di media complessità, se oltre alle tracce audio generate dagli strumenti virtuali vogliamo anche incidere la nostra voce o il suono di uno strumento acustico come una chitarra non elettrica per esempio, dovremo acquistare anche un microfono,
dotato magari di un preamplificatore di buona qualità che migliori il segnale del microfono stesso prima che questi venga processato e quindi in parte deteriorato all'interno del nostro sequencer, a tal proposito voglio citare una frase ricorrente del nostro ambiente, "trash in - trash out", letteralmente "spazzatura in ingresso
uguale spazzatura in uscita", cioè, se un'incisione viene effettuata male ( rumori di fondo, clipping, posizionamento sbagliato del microfono... ) non ci sarà editing di sorta che possa migliorare le cose, meglio quindi curare alla fonte qualsiasi problema.