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Remix Mode [Terza Parte]

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Beatbuster

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Messaggio 20 mar 2009, 14:54

Remix Mode [Terza Parte]

Remix Mode "Balance"

Cassa & Basso

Sono lo scheletro e l'apparato muscolare di un brano, tutto il resto cederebbe senza il loro supporto, è infatti da questi due elementi che nella stragrande maggioranza dei casi si inizia ad equilibrare il mix, dobbiamo ritagliare per prima cosa uno spazio frequenziale per entrambi nei famosi 30hz / 250hz, solitamente la cassa occupa dai 50 ai 150Hz mentre il basso se ne stà dai 100 ai 250hz, noi dobbiamo aiutare questa collocazione anche tramite l'EQ sottraendo db su uno quando li aggiungiamo sull'altro, esempio, la cassa ha la sua dominante a 80hz, bene, sull'EQ del basso creiamo un cosidetto "buco" di -5/6db proprio su quella frequenza, contemporaneamente facciamo l'inverso, il basso domina dai 100 ai 200hz, creiamo quindi un "buco" sull'EQ della cassa in quella porzione di frequenze, eseguita questa importante operazione andiamo a cercare le "punte" di questi due strumenti, vale a dire i loro transienti posti nella parte alta dello spettro, una volta trovati isoliamoli, mettiamoli in leggero risalto e togliamo tutto il resto tranne ovviamente il materiale sulle basse su cui abbiamo lavorato prima, queste semplici operazioni devono essere eseguite in maniera il più possibile accurata, la differenza da una produzione dance amatoriale ad una semi-professionale risiede nel 70% proprio nella cura che poniamo nell'equilibrare questi due elementi, una volta ottenuto il suono che abbiamo in mente è la volta di usare il compressore, tendenzialmente su questi due strumenti si usa una compressione abbastanza sostenuta con attacco lento e rilascio medio, la ratio dipende molto da quanto vogliamo spingere ma indicativamente possiamo partire da un 4:1 per poi migliorarlo ad orecchio a seconda del caso, il guadagno (threshold) come sempre servirà a riacquistare i db che la compressione per sua stessa natura assorbe, il mio consiglio è come sempre di comprimere fino a quando la dinamica respira ancora, senza schiacciarla troppo, a meno che l'effetto che volete ottenere non sia il "pumping", in questo caso avanti a manetta....!

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Fig. 6 - A sinistra l'EQ della cassa mentre a destra quella del basso, si può osservare che le frequenze non utilizzate dai due strumenti sono state tagliate fuori dai due filtri passa-alto e passa-basso, mentre quel che rimane è stato ottimizzato per non invadere l'uno il terreno dell'altro, notiamo anche le punte messe in risalto sulla gamma alta.


Side-Chain

A proposito di pumping, un'ottimo metodo per ottenerlo è tramite l'utilizzo della tecnica di side-chain (letteralmente catena laterale), è un percorso nascosto del segnale che interagisce solitamente con un compressore o un gate posto su un'altra traccia controllandone i parametri in base al volume stesso della mandata, nel nostro caso lo utilizzeremo per abbassare il volume del basso negli attimi in cui la cassa entra, in questa maniera la dinamica percepita sarà di gran lunga più elevata e nello stesso tempo più pulita, ho utilizzato in questo specifico caso un plugin molto semplice e perdipiù molto economico, trattandosi di un donationwhare, il risultato è quell'effetto di "risucchio" percepito sulla linea di basso che ha fatto la fortuna di molti produttori dance in questi ultimi anni.

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Fig 7 - Il pumping per tutti, questo plugin necessita di essere attivato su almeno due tracce, una funge da porta di ingresso e l'altra da processore, se ne possono aprire fino a quattro.

Tutto Il Resto

A grandi linee anche le altre tracce sia ritmiche che melodiche devono ritagliarsi uno spazio frequenziale, due strumenti posizionati sullo stesso registro che suonano due parti diverse simultaneamente creerebbero solo confusione, a noi quindi il compito di lasciare loro lo spazio necessario affinchè possano arrivare ad incastrarsi senza sovrapporsi e quindi dare un significato artistico ai nostri sforzi creativi, procediamo ascoltando una traccia alla volta cercando di scolpire il suono a colpi di EQ, ricordiamoci infatti che ogni strumento ha caratteristiche uniche, cerchiamo di valorizzarlo quindi cercando le sue frequenze chiave che metteremo in risalto aumentandole di qualche db con un buon EQ, la compressione può essere anche molto leggera, una ratio di 2:1 in questo tipo ti tracce è come una spolverata di parmigiano sulla pasta, va quasi sempre bene, mi raccomando comunque, meglio usate l'orecchio durante le regolazioni e meno tempo perderete, una volta terminata questa fase possiamo cominciare a lavorare sull'insieme, se infatti faremo suonare contemporaneamente tutte le tracce (che singolarmente sono a posto), ci accorgeremo che qualche limatina servirà ancora, in questo passaggio dovremo riuscire a far emergere tutti gli strumenti facendo in modo di dare ad ognuno di essi uno spazio nel mix, ci saranno tracce che possono stare benissimo in secondo piano poichè il loro ruolo è quello di creare groove assieme a cassa e basso o di formare un tappeto di sostegno e ci saranno almeno un paio di tracce che dovranno essere portate in primo piano, una di queste è sicuramente la voce che dovrà risultare sempre intelleggibile ma ben amalgamata al resto (mai "scollata" dagli altri strumenti) e almeno una di synth lead, quella traccia che suonerà ripetutamente e ossessivamente il ritornello principale quando la voce è assente, in questo progetto inoltre, visto che c'ero, ho voluto utilizzare gli ultimi due plugin che si occupano del side-chain, rispettivamente sulla traccia della batteria e su quella dei pads, con questo trucchetto posso guadagnare qualche db in più e ottenere un'impasto sonoro meglio bilanciato.

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Fig. 8 - Ecco i plugin che si occuperanno di abbassare i volumi di batteria e pads ogni volta che la cassa farà capolino.



Ora che i suoni sono fatti è il momento di dare gli ultimi ritocchi agli spazi da destinare alle singole tracce, per esempio possiamo lasciare 8 battute senza basso e batteria prima del ritornello per accentuarne la carica, togliere parti di synth dove è presente il cantato al fine di creare una situazione rilassata prima di uno stacco importante, giocare con i crescendo e mettere in risalto certi passaggi, inserire elementi di rinforzo come i crash o i reverse cymbal, insomma, seguite la vostra fantasia e il vostro intuito fino a che non sarete soddisfatti.

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Fig. 9 - Dopo qualche ora di lavoro la vostra finestra di arrange potrebbe assumere questo aspetto.
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Messaggio 20 mar 2009, 15:24

Re: 3

FX

Ora abbiamo quel che serve dove serve, la prossima mossa è l'inserimento di qualche riverbero e delay, ci serviranno per dare profondità e movimento al pezzo, il mio consiglio è di usare almeno due tipi di riverbero, uno con decay corto che useremo un pelino su tutte le tracce ed un'altro con decay lungo da attivare solamente nei momenti cruciali del pezzo (intro e bridge per esempio), il delay, utilizzato sulla voce, sul synth lead e su pochi altri elementi ritmici, servirà invece quasi dappertutto in piccola quantità salvo nei punti di forza del pezzo e in quelli di passaggio tra le sezioni del brano dove ne aumenteremo i livelli di mandata dalle singole tracce allo scopo di ammorbidire gli scalini, a proposito, non dimentichiamoci di una parte molto importante in fase di mix, le automazioni, tutti gli attuali programmi di sequencing ne sono dotati, la loro utilità è un dato di fatto, possimo utilizzarle per fare un fade-in o per aumentare appunto la mandata ad un effetto da una traccia, variare il panpottaggio di uno strumento in maniera continua per dare un senso di movimento in una strofa o giocare con i filtri di un basso in determinati punti del brano, anche in questo caso l'unico limite è la vostra fantasia.


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Fig.10 - Esempio di automazioni, la prima in alto aumenta la mandata della traccia vocale verso il plugin di delay, la seconda in basso verso il plugin di riverbero.

Remix Mode "Pause"


Lasciamo riposare a fuoco lento per qualche ora...

Non è esattamente come in cucina ma l'attesa è un ingrediente importante anche sul pianeta arte, aprire e chiudere un mix nello stesso giorno equivale a dover decidere quale auto acquistare tra 10 modelli quasi simili in circa 5 minuti, ci vuole tempo invece, dobbiamo valutare in che modo utilizzeremo l'auto, qual'è il colore più adatto a noi, se determinati optional ci possono essere utili o meno ma sopratutto dobbiamo sentirla veramente "nostra", ci deve essere affinità insomma, per arrivare di solito ad una giusta decisione insomma vale il detto "dormirci su", al mattino seguente, a mente fresca, sapremo prendere la decisione giusta, per la musica è lo stesso ma in più dobbiamo fare i conti con lo stress che il nostro apparato uditivo deve sopportare in diverse ore di missaggio e inoltre con il fatto che ascoltare 200 volte lo stesso passaggio può influire sul nostro sistema decisionale e portarci facilmente a fare errori grossolani, per esempio il passaggio tra ritornello e inciso non è adatto al pezzo ma l'abbiamo ascoltato così tante volte che "ce lo siamo fatto piacere", niente paura, a queste cose possiamo porre rimedio con qualche minuto di lavoro, l'importante è che il mixdown venga effettuato solo quando saremo soddisfatti pienamente.

Remix Mode "Analyse"

L'ultimo passo è decisivo, una volta masterizzato su CD audio il nostro mixdown dobbiamo ascoltarlo fuori dal nostro home-studio, lo stereo hi-fi di casa, l'autoradio, la radiolona della cucina, ci daranno la garanzia che il pezzo suoni bene dappertutto, se però noteremo che qualcosa non va non dobbiamo aver paura di riaprire il progetto per fare le opportune modifiche, meglio due ore in più di lavoro ed un remix che vi emozioni piuttosto che una cosa veloce e nessuna soddisfazione, non dimenticate inoltre, solo in caso sentiate che il risultato sia eccezionale, di inviarlo a qualche etichetta o, perchè no, direttamente all'artista.... Dove diavolo avrò messo l'indirizzo e-mail di 20 Fingers... ;)


Remix Mode "End"

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