Messaggio 20 mar 2009, 15:26

Remix Mode [Seconda Parte]

Cos'è un Midifile

Usato da molti anni dagli artisti di pianobar, in vendita nei negozi di strumenti musicali o acquistabili anche in rete, è un piccolissimo file in formato binario che contiene al suo interno le informazioni musicali per far suonare tutti gli strumenti di una canzone, dal tipo di strumenti richiesti al loro volume, dal tipo di riverbero utilizzato al tempo metronomico, naturalmente in mezzo a tutti questi parametri di controllo ci sono anche le note che tali strumenti devono eseguire, la loro posizione sulla griglia, le loro lunghezze e la dinamica esercitata, per esempio:

- Canale midi 2 - traccia 2, strumento utilizzato pianoforte, volume 110, pan 56..........................
- Canale midi 3 - traccia 3, strumento utilizzato basso elettrico volume 90, pan 64.....................
...............................................................................................
- Canale midi 10 - traccia 10, (riservata esclusivamente alla batteria), volume 100........


Quello che a noi interessa sono la traccia di basso ed una contenente la melodia, per ottenerle però dobbiamo importare il midifile sul nostro sequencer, dal menu file infatti selezioniamo file - importa - midifile, alla domanda "Volete creare un nuovo progetto?" rispondiamo no, in questo modo il midifile verrà importato nel nostro progetto adattandosi ad esso, ora ci troveremo tutte le tracce separate per strumento direttamente nell'arranger

Immagine

Fig. 3 - Ecco il nostro midifile importato nella finestra arrange di Cubase


Individuiamo subito la traccia del basso e cerchiamo di capire dalla finestra di midi editing le note suonate nella partitura originale, ora apriamo un VSTi di basso, ci viene chiesto se vogliamo creare anche una traccia midi che servirà per suonare questo VSTi, diamo l'ok, ci posizioniamo su quella traccia e con la nostra tastiera midi cominciamo a strimpellare usando le stesse note della traccia di basso del midifile finchè non creiamo un groove adatto e interessante, certe note le possiamo anche ignorare e certe le possiamo aggiungere, a noi serve solo come punto di partenza, e poi del resto se rifacessimo tutto uguale al pezzo originale non sarebbe certo un remix, ma piuttosto una cover, nel mio caso infatti ho semplicemente tenuto il basso in levare sulla nota A2 (La), ho poi copiato tutte le note appena scritte e le ho incollate in battere un'ottava sopra su A3, questo è un tipo di soluzione stra-usata nella dance anni 70/80 (Moroder, Divine, Bobby "O", Patrick Cowley etc.etc.).

Immagine

Immagine

Fig. 4 - In alto la linea di basso originale del midifile, in basso quella del nostro remix

Ora dobbiamo cercare una traccia strumentale contenente gli accordi di base della melodia o almeno del ritornello principale, nel caso del nostro brano, essendo di natura poco melodica, useremo quelle poche note ottenute come base per creare ex-novo una linea di synth da usare soltanto per un paio di ritornelli cercando di concentrare la nostra attenzione sulla parte ritmica, nulla però ci vieterebbe di usare la melodia abbinata a strumenti orchestrali o acustici addirittura per farne una composizione di tipo classica o jazz, naturalmente questo dipende da quanta creatività riusciremo a mettere in campo e dalla direzione che vorremo dare al nostro remix.

Immagine

Immagine

Fig. 5 - Sopra abbiamo la traccia di uno strumento del midifile dove possiamo ottenere le "note" giuste da cui partire, in basso invece abbiamo già cominciato a costruire una linea di synth, naturalmente abbiamo la possibilità di cambiare qualcosa.


Una buona tecnica è quella di mandare la traccia melodica ad un VSTi che esegue un bel pad e tenerlo un pelino basso mentre noi proviamo a suonare con altri VSTi una linea lead di synth, serve infatti una linea guida per poter seguire le evoluzioni armoniche di un brano (intro, inciso, ritornello, ponte...), aggiungiamo poi altri strumenti e tracce a piacere fino a che non saremo soddisfatti, pronti per la sorpresa?!

Togliamo!!

Ma come, prima ci fai registrare 20 tracce diverse di ogni tipo di strumento e poi ce le fai togliere?... Che cosa stupida!!

E invece no, si chiama arrangiamento ed è uno dei processi più importanti della produzione musicale, quello che abbiamo registrato e suonato è solo un "diamante grezzo" (per dirla alla Simona Ventura), ma se vogliamo incastonarlo in un'anello o in un collier abbiamo bisogno di lavorarlo, abbellirlo, togliere il materiale in eccesso insomma, dando per scontato che si disponga di un ambiente idoneo con una buona acustica e di un sistema di monitoraggio adatto (meglio se dotato anche di subwoofer), premiamo play e ascoltando il pezzo proviamo a mettere in mute a turno le varie tracce, se la sensazione che abbiamo togliendo una traccia è che manchi qualcosa di importante allora quella rimane, se al contrario ci accorgiamo che anche senza quella traccia il mix suona uguale allora è inutile, escludiamola per ora, non si sa mai in caso volessimo fare un'altra versione del remix potremo sempre riattivarla, una volta svuotato il pezzo dal materiale poco importante proviamo a curare bene i suoni, cominciamo a inserire per ogni traccia un EQ con filtro passa alto tarato a 250hz tranne naturalmente che su quelle di cassa e basso che proprio dai 30hz ai 250hz ci abitano, questo servirà a rendere l'impasto sonoro più omogeneo su tutto lo spettro audio e a non ingolfare la dinamica e il groove del pezzo, possiamo inoltre eliminare dagli stessi EQ le frequenze alte che non si sentono nel mix, questo per due motivi, il primo è di evitare di far lavorare sul niente tutti i processori che inseriremo e il secondo molto più importante, evitare di sommare frequenze inutili che introdurrebbero solo rumore.