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Scelta del Mixer

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scimeka

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Messaggio 21 gen 2009, 17:47

Scelta del Mixer

In questa breve guida cercheremo di aiutare chi si avvicina al mondo del djing nella scelta del cuore della console: il mixer.

Prima di tutto va sottolineato che non andremo a trattare mixer di livello ultra-professionistico (vedi Allen & Heath, Ecler o Pioneer di alta gamma) in quanto si presuppone che un dj principiante inizi a “smanettare” con mixer di fascia più bassa. Sarebbe troppo facile dire: “spendi 100 e più euro e comprati un Allen”. Questo è lo spirito che intendiamo seguire.

Adesso bando alle ciance e occupiamoci degli aspetti tecnici.
Il mixer va scelto in base alle proprie esigenze: numero di canali, con o senza effetti, tipo di interfacciamento con periferiche esterne come effetti ere piuttosto che pc, ecc.

Cominciamo con alcuni mixer a 2 canali:

Numark DXM01 USB – DXM06
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La fortunata serie Numark digitale DXM si distingue per una qualità generale assolutamente di tutto rispetto soprattutto se presa in considerazione rispetto al prezzo. Fader, tagli delle frequenze e qualità audio rappresentano forse ad oggi il miglior compromesso sul mercato.
Come si intuisce dal nome il DXM01 USB possiede di una doppia scheda audio interna full-duplex che consente di inviare e ricevere direttamente al nostro pc i segnali gestiti nei 2 canali.

Il DXM06, invece, è privo di questa scheda audio ma possiede, al contrario del DXM01, una completa sezione effettistica integrata. Gli efftti disponibili sono i soliti flanger, echo, filter e phaser, tutti sincronizzabili al bpm principale. Divertenti i pulsanti ai lati del crossfader che “killano” le frequenze.
Purtroppo in entrambi i mixer è assente l’uscita monitor e solo il DXM06 è dotato di uscite bilanciate mentre tutti e due i mixer hanno il canale microfonico separato.
Attenzione: da poco Numark ha presentato la nuova serie X che sembra essere niente di più che la serie DXM rivista esteticamente con eleganti colorazioni nero-antracite.

Behringer VMX100-VMX200

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Questi due mixer “entry level” della casa tedesca si adattano perfettamente a chi vuole cominciare ad utilizzare la propria console in ambiente domestico.
Entrambi dotati di 2 canali commutabili phono/line (2 line per canale per il VMX200) e degli inutili e imprecisi bpm counter si distinguono fondamentalmente per la presenza sul VMX200 della regolazione dei toni medi, del taglio dei fader e dei toni del microfono. Presente inoltre sul VMX200 l’effetto “surround” che però altro non fa che creare confusione…
In sostanza tra i due mi sento di consigliare il VMX200 anche in relazione alla bassa differenza di prezzo.

Pioneer DJM400

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Da molti considerato il mixer a 2 canali per eccellenza del momento in realtà non è propriamente così.
Classico mixer 2 canali cd/phono/line con equalizzazione a 3 bande con gain + microfono con effettiera onboard realizzato con estrema cura costruttiva e componenti di qualità nettamente superiore alla media, soffre purtroppo del retaggio, evidente, del vecchio DJM300. Mancano infatti, e incredibilmente, le uscite bilanciate e quella per collegare una cassa spia. Inoltre la gestione del preascolto è piuttosto datata (niente split, niente mix, niente regolazione toni). Tutte pecche che rendono ingiustificato il suo prezzo di acquisto.
Per il resto davvero un buon mixer. Tagli di fader e frequenze esemplari e qualità audio ottima. La parte effettistica poi è semplice intuitiva ed è dotata dei seguenti effetti: deelay, echo, filter, flanger, phaser, robot(utilizzato perlopiù dai vocalist), roll più un sampler utile per realizzare loop “al volo”.
Gli effetti sono tutti sincronizzabili al bpm generale e si attivano tramite il solito pulsantone lampeggiante in basso a destra. L’effettiera può essere assegnata indifferentemente ai due canali, al microfono o al master.
Presenti anche i fader start ai lati del cross fader che è regolabile nel taglio.


Passiamo a mixer con più canali

Behringer VMX300

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Versione a 3 canali della serie VMX presenta le stesse caratteristiche del VMX200 con l’aggiunta di un canale commutabile su mic/phono/line. Inoltre ogni canale possiede il proprio led-meter separato dal master. In sostanza la qualità percepita sembra essere un filo superiore a quella della serie DJX. I fader soprattutto sembrano essere più robusti pur rimanendo comunque su un livello abbastanza economico. Presenti inoltre sul pannello anteriore degli switch che consentono il kill delle frequenze (in hold verso l’alto e in tap verso il basso).

Numark DXM09

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Da molti reputato uno dei migliori mixer a 3 canali oggi in commercio, a dispetto di un prezzo piuttosto accessibile.
Il DXM09 si presenta in una accattivante veste argento-blu con manopole color alluminio e illuminazione di base verde: tecnologico. La sensazione è quella di un prodotto robusto.
I 3 canali principali sono tutti dotati dello switch phono/line e dell’assegnazione al cross fader che ci consiterà anche di utilizzare i kill sui canali selezionati. Il tutto per consentire all’utente una ottimale disposizione della propria strumentazione.
Tutti e tre i canali e il master sono dotati di led-meter a sei led
In basso sulla sinistra troviamo i controlli del canale microfonico separato. Alla parte opposta invece troviamo la gestione della cuffia, il volume master e quello del monitor (booth).
Sul pannello anteriore c’è la possibilità di regolare la progressività dei fader e il taglio del cross fader più gli interruttori per attivare i fader start. Su questo pannello troviamo inoltre i connettori jack per cuffia e microfono.
La sezione effetti si dimostra alquanto completa e facilmente gestibile. Gli effetti presenti sono i soliti flanger, filter (passa alto e passa basso), echo, phaser, ecc, sincronizzabili al bpm anche utilizzando in “tap” il tastone verde in alto a destra. Particolare la disposizione su due livelli distinti selezionabili dall’apposito switch a fianco. Gli effetti si assegnano ai canali o al master tramite la manopolina “fx-assign” e si attivano con il tasto fx-on. Possibile il preascolto tramite la funzione fx-pfl. Un “minifader” controlla la frequenza dell’effetto (bella l’idea di illuminare la corsa del fader a seconda della sua posizione) mentre un knob più in alto ne controlla l’intesità.
Presenti le uscite bilanciate di tipo jack.
Come in tutti mixer Numark l’alimentazione è assicurata da un trasformatore esterno.
Gli ottimi tagli dei toni e la buona qualità dei suoi componenti fanno di questo mixer un prodotto consigliatissimo per chi cerca una macchina in grado di sostenere location che vanno dall’home al club senza dover forzatamente spendere una fortuna.

Anche in questo caso Numark ha presentato la versione con il “vestitino” nuovo e cioè l’X9.

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scimeka

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Messaggio 22 gen 2009, 0:58

Re: [CAPITOLO ] La scelta del Mixer

Saliamo ancora con i canali e passiamo ai mixer che permettono di gestire console più complesse e dotate di più fonti sonore.

Cominciamo con un bestseller

Behringer DJX700

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Probabilmente il mixer da dj più venduto negli ultimi anni, il DJX700 deve il suo successo ad un look accattivante (copiato senza pudore al blasonato Pioneer djm500) e al prezzo di acquisto decisamente abbordabile.
Come vedremo però, i suoi pregi probabilmente si fermano qui.
Come già detto il layout del mixer è praticamente identico a quello del Pioneer djm500 e quindi troviamo 4 canali (in tutto 5 line e 3 phono), il microfono indipendente e la sezione effetti.
Il DJX700 è dotato inoltre di un’uscita monitor, una tape per registrare, di led meter su ogni canale + master e di un bpm counter che però è davvero inaffidabile…
La qualità generale dei materiali è piuttosto scadente e infatti molti acquirenti di questo mixer lamentano problemi sui fader che in breve periodo esauriscono il loro ciclo dando vita a fastidiosi fruscii, rumori di fondo, assenza di segnale, ecc…
Prendendo letteralmente in mano il mixer, infatti, ci si accorge della sua estrema leggerezza che non fa altro che acuire la sensazione di poca robustezza.
I tagli dei toni e dei gain sono tutt’altro che progressivi mentre il cross fader sembra essere piuttosto robusto e ben impostato. Utili i kill di frequenze ai lati dello stesso cross fader.
Gli effetti presenti sono tanti tra cui troviamo delay, reverb, flanger, filter, panner, ultrabass, exciter, Vinylizer, voice changer, ecc. ma risultano praticamente inutilizzabili in quanto il “processore” della Texas che li gestisce è davvero poca cosa… Fanno rumore più che alto…
Gli effetti si selezionano tramite la manopolina a 2 funzioni “Program” e si attivano con il tastone luminoso in basso a destra. La presenza degli effetti è regolabile dalla manopola “Level”. Attenzione: attivando gli effetti su un canale quest’ ultimo si sommerà al volume degli effetti stessi creando un innaturale saturazione del volume generale. Quindi per evitare ciò bisogna destreggiarsi con il fader e con la manopola “Level”.
Compeltamente inutile la funzione “Xpq surround”. Una specie di surround che altro non fa che creare confusione.
Buona l’uscita in cuffia dotata anche dello split.
Il DJX700 è equipaggiato del send-return per il collegamento di unità ad effetti esterne. La gestione avviene tramite il tasto del preascolto di ogni singolo canale. Ovviamente utilizzando il send-return perdiamo il preascolto: assurdo.
Sul pannello posteriore ci accorgiamo subito che mancano le uscite bilanciate.
La qualità audio è discreta ma con il passare delle ore di utilizzo il suono diventa marcatamente metallico e saturato.
Tirando le somme il DJX700 è un mixer adatto solo ad installazioni di tipo home dove non si richiedono applicazioni e, soprattutto, prestazioni di tipo professionale. Un discreto mixer a 4 canali per neofiti.

Behringer DDM4000

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Nuovo mixer digitale “factotum” di casa Behringer che dovrebbe segnare un passo in avanti nella produzione dj-oriented della casa tedesca.
Il layout del DDM4000 è quello di un classico mixer da 12,5” con 4 canali (tutti dotati di regolazione toni, gain e led meter) più un microfono separato.
La prima impressione è quella di una qualità percepibile nettamente superiore a quella del celeberrimo djx700. Una volta acceso colpiscono le innumerevoli luci sparse qua e la, un po' alla rinfusa a dire il vero, e il display pieno zeppo di informazioni. Questo display centrale (dalla luminosità regolabile) è il vero e proprio cuore del nuovo mixer digitale di Behringer. Da qui si controlla la doppia effettiera, davvero completa e che non ha assolutamente niente a che vedere con quella pessima del djx700. Qui gli effetti sono regolabili, sincronizzabili e assegnabili ad ogni canale o addirittura a ogni frequenza!
Presente anche un sampler ha una capacità di 32 secondi (scindibile in 2 campioni separati da 16)
I fader hanno una scorrevolezza molto simile a quella del djx700 ma in questo caso hanno il taglio regolabile su tre posizioni, ottimo. Da segnalare la tecnologia VCA che ne allunga notevolmente la vita (risicata sul suo fratello minore djx700).
I tagli dei toni purtroppo non sono granchè: è vero che killano completamente le frequenze ma, come nel djx700, perdono di incisività e progressività superato lo 0. Stesso discorso per i gain. probabilmente un retaggio del djx700.
Finalmente sono state aggiunte le connessioni bilanciate e in più ora c'è anche un'uscita sub, regolabile sul taglio sempre dal display. Presente anche l’uscita per la cassa spia.
Buona la gestione della cuffia che permette lo split oltre ovviamente al mix in cuffia. Esistono due tasti che consentono di enfatizzare gli alti o i bassi in cuffia... due funzioni inutili secondo me.
Sull'uscita master è possibile attivare l'ultramizer, una sorta di compressore che però enfatizza le frequenze... Secondo me combina solo un gran casino ed è meglio lasciare il master in modalità "pulita" che tra l'altro sembra avere una qualità apprezzabile, nettamente superiore al djx700.
Nota piacevolissima è la tenuta della qualità audio anche dopo diverse ore di utilizzo gravoso. Finalmente, direi…
C’è poi c'è una miriade di altre funzioni (kill,fader, invert e roba varia) che sinceramente servono a poco o niente.
Altra importante novità è la presenza del protocollo midi. Il mixer è quasi completamente mappabile il che, come facilmente si intuisce, permette di controllare diverse funzioni di un qualsiasi software per dj. La connessione tra mixer e pc, in questo caso, necessita di un’interfaccia midi-usb, acquistabile separatamente per poche decine di euro.
In conclusione possiamo dire che se l’intenzione era quella di fare il salto di qualità senza far spendere cifre da capogiro ai suoi clienti, Behringer ci è riuscita in pieno.

Vestax VMC 004 XLU

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Mixer semplice, compatto e abbastanza economico offre caratteristiche particolarmente interssanti
E’ un classico 4 canali con ingressi commutabili in 2 phono, 6 line, 2 mic.
Tutti i canali sono dotati di regolazioni dei toni (alti, medi e bassi) più gain dedicato.
La qualità percepita è piuttosto soddisfacente e tutto si rispecchia anche nelle prestazioni di questo mixer.
I tagli dei toni infatti sono davvero progressivi con manopole piccoline ma piuttosto ergonomiche, i fader hanno un’escursione “giusta”, né troppo frenata né troppo libera. La tendenza del momento vuole fader più “rigidi” e stabili ma io credo che sia solo questione di gusti e stili. La progressione è un po’ logaritmica ma non disturba affatto.
Il VMC 004 XLU è dotato di uscita master bilanciata XLR e sbilanciata rca più una master 2 regolabile separatamente, sbilanciata, rca, sfruttabile per una cassa spia.
Importante segnalare la presenza sul canale 4 di una connessione usb che ci permette di interfacciare la scheda audio interna del mixer con un pc/mac.
Poco apprezzabile invece la presenza dei canali microfonici (2) sui primi 2 canali e non separatamente.
Di questo mixer esiste anche una versione (FXU) con sezione effettistica piuttosto completa e semplice da usare con la connessione usb spostata sul canale 3 e pannello frontale.
In sostanza un mixer, compatto, affiadabile e piuttosto completo. Ad un prezzo più che abbordabile
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scimeka

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Messaggio 22 gen 2009, 1:08

Re: [CAPITOLO ] La scelta del Mixer

Numark 5000 FX

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Il 5000 FX si pone nella fascia alta dei mixer di casa Numark.
E’ un 5 canali con la possibilità di sfruttare il primo canale come microfonico senza però quelle limitazioni sul range di regolazione delle frequenze che spesso troviamo sui canali dedicati ai microfoni di altri mixer. Ciò non fa altro che aumentare l’ecletticità di questo mixer.
Il 5000 FX il mixer si presenta con uno chassis interamente in metallo che trasmette un senso di robustezza non indifferente. Cosa che purtroppo non possiamo confermare per knob e comandi vari: la plastica è dura e la qualità non è eccelsa. Un peccato perché stride con il resto del mixer che invece è davvero ben fatto. Bella la jogwheel in gomma dura che comanda gli effetti.
Ogni canale possiede i consueti comandi per bassi, medi, alti e gain, led meter, più 2 tasti che servono rispettivamente per il preascolto e per mandare il send del canale all’effettiera. Tutti possono essere switchati su phono/line-cd(che altri non è che un’altra line) tranne il primo canale che al posto del phono/line ha il mic con connettore combo in alto a sinistra e il canale 5 che ha un microfono ulteriore inseribile dall’apposito jack presente sul pannello posteriore.
I canali dal 2 al 4 hanno la possibilità di essere assegnati al cross fader o direttamente al master. Il primo canale lavora solo sul master.
Il cross fader è molto scorrevole, direi quasi adatto allo scratch, e può essere regolato nella sua curva di funzione tramite il knob “cf-slope”.
Ai lati del cross fader troviamo i pulsanti per attivare i fader start.
Passiamo ai controlli dei volumi delle uscite.
Questo è uno dei punti di forza di questo mixer. Le uscite sono: master (bilanciata e sbilanciata), booth, zone, rec (tutte sbilanciate) e spdif (digitale). Come si intuisce l’elevato numero di connessioni disponibili consente di sbizzarrirsi con diverse configurazioni del nostro impianto di amplificazione/registrazione. Sopra le manopole di comando delle uscite master, booth e zone, troviamo il led-meter del master, il knob per il balance destro/sinistro e l’utile selettore mono/stereo.
Ottima la gestione della cuffia. Abbiamo la possibilità di regolare il mix della fonte con il master, il tono (si possono enfatizzare a scelta le frequenze più basse piuttosto che quelle più alte), naturalmente il volume e di utilizzare la modalità “split”.
Sul pannello posteriore abbiamo tutte le connessioni line, phono, i selettori line/phono, i jack per i microfoni dei canali 1 e 5, i connettori delle uscite master (anche XLR con regolazione del gain), booth, zone, record, digital, i 2 minijack per i fader start, 3(!) connettori per le masse dei giradischi, l’interruttore generale e il connettore per l’alimentatore che in questo mixer è esterno.
L’effettiera è piuttosto completa. Abbiamo 8 effetti digitali: scratch, sonar, chop, echo, delay, filter, pitch e distort, più un contatore bpm assegnabile tarmite la levetta posta sopra al display. Il display indica da un lato i bpm del canale asseganto, dall’altro la “quantità”, il tipo di “funzionamento” dell’effetto selezionato o appunto i bpm relativi al tasto bpm2. Il classico tasto tap serve a contare manualmente i bpm.
Gli effetti sono tutti di buona fattura (il filter in particolar modo permette di scegliere la frequenza da effettare, simpatico lo scratch) ma purtroppo la jog che comanda la “quantità” dell’effetto risulta essere poco intutitiva in quanto secondo me troppo sensibile… La presenza dell’effetto è regolabile dal fader Fx-mix (Dry-Wet). Ogni canale può essere “sendato” all’effettiera, compreso il master.
La levetta “reverse” consente di mandare il disco al contrario in tempo reale (in alto rimane in posizione, in basso torna automaticamente in posizione centrale) per un massimo di 30 secondi.
Il Numark 5000 FX è dotato anche di un sampler da 30 secondi che permette di registrare da qualsiasi canale o dal master 30 secondi di musica e di mandarla in loop con il tasto “loop” che consiglio di utilizzare nella modalità “smart” in quanto il processore è in grado di tagliare loop abbastanza precisi. Anche in questo caso il volume del campione è regolato dal fader Fx-mix.
Anche il campionatore ha la possibilità di essere effettato esattamente come se si trattasse di un normale canale tramite il tasto “Sampler fx”. Il preascolto del campione può essere effettuato tramite il pulsante “Cue sampler/fx “.
I tagli di questo mixer sono piuttosto progressivi (ma non eccezionali) ad esclusione dei fader che hanno una curva di utilizzo piuttosto “logaritmica”.
La qualità audio generale è da ritenersi di buon livello, il suono è caldo e non risente affatto di saturazioni o di peggioramento di prestazioni dopo ore di intenso utilizzo.
In definitiva questo mixer sicuramente non sfigurerebbe nemmeno in installazioni fisse professionali.
Tutte queste caratteristiche fanno del Numark 5000 FX una macchina completa e soprattutto eclettica con una qualità generale decisamente buona e dal rendimento sorprendente.


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donot

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Iscritto il: 7 ott 2013, 15:18

Messaggio 7 ott 2013, 15:24

korg zero8 o xone db4 per ableton?

ciao a tutti , volevo delle info riguardo a dei controller per ableton 9
ci sono 2 prodotti che mi ispirano e vorrei comprare.Uno e il korg zero 8
e l'altro lo xone db 04, a parte il prezzo e la qualita indubbia dello xone che tutti conosciamo
volevo dei consigli su quali dei due acquistare, la perplessita del korg e che ormai e' uscito fuori produzione e non rilasciano piu aggiornamenti e se si dovesse rompere???? lo xone invece e' una possibile soluzione per comandare ableton???
qualcuno di voi usa questi controller per ableton??????
aspetto vostre news
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sinfonetik

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Messaggio 7 ott 2013, 15:34

Re: korg zero8 o xone db4 per ableton?

Piu che altro ,l'attrezzature da te citata risponde al nome di mixer ... oltertutto abbastanza differenti già a partire dal numero di canali.
Dipende cosa devi farci ... se ti serve un controllerino per smanettare con le clips di ableton live , allora sarebbe meglio un akai serie apc oppure un launchpad della novation.
new mixset on : https://soundcloud.com/sinfo-netik/monkey-style
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donot

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Messaggio 7 ott 2013, 15:53

Re: korg zero8 o xone db4 per ableton?

a me serve un mixer controller ed ero indeciso tra questi due
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GAlex

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Messaggio 7 ott 2013, 16:54

Re: korg zero8 o xone db4 per ableton?

Tra i due, per i dubbi da te stesso citati, meglio puntare sull'Allen che è molto più recente e soprattutto ancora in piena produzione...
Digital Heart & Vinyl Soul.
Setup: Lenovo Y50-70 - Traktor Scratch Pro 2 - 2 x Technics 1210 + Ecler Nuo 4.0 + NI Audio 10 + NI Kontrol X1
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Demark

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Iscritto il: 12 apr 2014, 20:35

Messaggio 12 apr 2014, 20:40

Numark o Pioneer?

Buonasera a tutti. Mi chiamo Luigi e ho iniziato a suonare da circa un anno. Ora è arrivato il momento di mandare in pensione i miei cdj axis 9. Il mio budget è di 800 euro e ho la possibilità di acquistare due modelli: numark 800 o pioneer 350. Voi cosa mi consigliate?
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alessandrococcodj

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Messaggio 13 apr 2014, 8:46

Re: Numark o Pioneer?

sono entrambe ottime macchine.
Ho posseduto per un anno e qualche mese gli ndx 800 che mi hanno dato grandi soddisfazioni, i 350 li trovi ovunque ormai per cui ti puoi fare facilmente un idea.
L'unico problema degli ndx800 è che perdono rapidamente valore per cui ti consiglierei di acquistarli usati che con 400/450€ li porti a casa.
I pioneer invece sono più sempliciotti come cdj (oltre che più piccoli) ma tengono di più il mercato causa marchio.

Valuta, come scegli cadi in piedi comunque.
http://www.parkettchannel.it
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Demark

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Messaggio 13 apr 2014, 11:24

Re: Numark o Pioneer?

Grazie Ale! Allora i 350 li ho già provati e devo confessare che non sono male ma l'unica cosa che non mi convince è la jog piccola. Gli ndx vado a provarli il prossimo weekend e se mi convincono li posso portare via immediatamente. Per il prezzo i 350 me li fanno a 700 euro la coppia mentre gli 800 a 550 euro la coppia. Cosa dite?
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