Messaggio 22 gen 2009, 8:47

[CAPITOLO 4] Le Schede Audio (seconda parte)

E ora un po di nomi

Dopo questo breve percorso per capire come funzionano queste periferiche direi di fare qualche nome, attualmente ogni marchio ha il suo target, per esempio, le schede di RME sono molto utilizzate da chi fa dance, le Motu sono richiestissime da chi si occupa di musica classica e Focusrite sembra aver molti estimatori nei rockers, se questo può sembrare strano possiamo capirne qualcosa in più parlando di un argomento che sta molto a cuore a tecnici e fonici di tutto il pianeta, il suo nome è "colorazione", nonostante questi marchi storici costruiscano i loro prodotti da anni, i progetti e i componenti utilizzati hanno nel tempo visto pochi cambiamenti rivolti sopratutto alla miniaturizzazione e all'interfacciamento con le nuove tecnologie, il motivo si chiama tradizione, ogni marchio ha un suo "suono" dovuto alla scelta di determinati componenti elettronici progettati per lavorare in un determinato stadio elettronico progettato ad hoc, la cosa buffa è che i migliori ingegneri e i loro migliori progetti risalgono agli anni 50/60, Rupert Neve, Bill Putnam per citare subito due colossi, da allora la tecnologia ha fatto pochissimi passi in avanti sul "suono" mentre ne ha fatti parecchi sulla fruibilità, passando in rassegna altri marchi celebri non possiamo non parlare di Digidesign, questa azienda merita un discorso a parte poichè il loro prodotto di punta, Pro Tools, è una piattaforma altamente professionale che di fatto è uno standard di livello mondiale, la quasi totalità dei più grossi studi di registrazione usa questo prodotto che consiste in un programma che si appoggia unicamente su hardware proprietario, dicevo appunto un discorso a parte infatti, recentemente Digidesign ha spiazzato tutti quando ha deciso di acquisire M-Audio e di adattare una versione molto ristretta del suo programma per gestire le schede di questa azienda, una mossa che ha attirato molti utenti verso questa accoppiata per la possibilità di poter accedere ad un prezzo molto contenuto al programma Pro Tools M-Power che, ricordiamo, è compatibile con tutte le versioni del fratellone maggiore, questo significa che possiamo iniziare a casa un progetto e portarlo in studio per rifinirlo, questa cosa unita al fatto che M-Audio produce delle buone schede a prezzi ragionevoli ha fatto si che se ne parlasse molto, naturalmente la differenza qualitativa tra una scheda M-Audio da 200, €uro ed un sistema Digidesign da 30.000,00 è quanto mai notevole, tra i due poli si piazza comunque una via di mezzo che con un prezzo meno contenuto dei prodotti M-Audio vanta hardware derivato dal sistema professionale di cui abbiamo precedentemente parlato, si tratta della serie Digi-03 e MBox e al posto di Pro Tools M-Power utilizzano un'altra versione del noto sequencer, Pro Tools LE, che di fatto ha qualche marcia in più della versione M-Power. Tralasciando il marchio Creative che concentra i propri sforzi su schede per un utilizzo più ludico che adatto ad uno scopo produttivo mi fermerei sul marchio Echo, questa casa ha da sempre utilizzato buoni componenti e drivers molto stabili, io stesso ho una scheda che lavora per me da oltre dieci anni e non ha mai dato segni di cedimento, il costi sono adeguati ai prodotti ma rimangono comunque molto competitivi, proseguendo incontriamo Edirol, nata da una branchia di Roland, storica azienda attiva da qualche decennio nel panorama musicale mondiale, i loro prodotti hanno una qualità costruttiva non indifferente e un suono niente male. Behringer, conosciuta ai più come casa produttrice di periferiche low-cost, è entrata da poco sul mercato delle interfaccie audio con un rapporto prezzo/prestazioni sorprendente, la loro qualità non potrà certo, competere con quella di prodotti di case blasonate ma sicuramente darà filo da torcere sulle unità entry-level, E-MU, una delle case che assieme ad Akai ha reso accessibile a molti il campionatore, è stata acquisita anni fa dalla Creative, ora produce ottime schede e periferiche con un giusto rapporto qualità/prezzo, l'azienda ESI, presente sul mercato già da qualche anno, è molto attiva in un segmento di mercato entry-level e se la gioca bene con M-Audio e Behringer, anche se ha qualche marcia in più in confronto a quest'ultima. Tornando a parlare di M-audio non possiamo non notare la vasta scelta a listino di questa casa, senza dubbio si tratta del marchio che offre più scelta tra i suoi prodotti, Focusrite ha una lunga storia alle spalle fatta di preamplificatori, equalizzatori e channelstrip sui quali hanno registrato quasi tutti gli artisti celebri dagli anni 60 fino ad oggi, dai Roling Stones a Madonna, dai Beatles agli U2, da pochissimi anni ha rivolto l'attenzione agli home studios producendo schede con ottimi stadi di preamplificazione a prezzi molto competitivi, anche uno storico marchio dell'audio-pro come Lexicon, famosissima per i suoi processori di riverbero usati da decenni in tutti i più famosi studi del pianeta ha fatto il suo ingresso nel mondo delle periferiche audio proponendo tre ottimi modelli con stadi di conversione derivati dai propri processori, anche qui il prezzo è competitivo se paragonato alla qualità dei componenti, troviamo poi Motu, uno dei marchi preferiti di chi si occupa di musica acustica e classica, i prezzi di queste schede sono più impegnativi ma di contro offrono una pulizia e una trasparenza nel suono che in questo segmento di mercato è impossibile trovare, da poco affacciatasi al mercato dell'hardware incontriamo Native Instruments, tre i prodotti, Audio 8 DJ principalmente adatta ad interfacciarsi al loro DJ-software di punta, Traktor, Audio Kontrol 1 compatta per HD-Recording e Kore 2, destinata a controllare Kore, una piattaforma audio universale creata da NI stessa e con grandi prospettive per il futuro, RME è un marchio molto presente negli home studios dei DJ-producer, la vasta dinamica e il suono "grosso" dei suoi stadi d'ingresso e d'uscita conferisce a quello che ci si fa passare attraverso una presenza e un carattere molto deciso, accoppiate a synth hardware come Virus e Nord Lead hanno contribuito a creare le tendenze musicali che oggi ascoltiamo nei clubs di tutto il pianeta, in ultimo Terratec, questa casa è stata una delle prime a produrre periferiche audio a prezzi accessibili, forte della sua esperienza oggi si colloca a testa alta in un settore affollatissimo e in costante mutamento.

CONCLUSIONI


Come vedete ho preferito concentrarmi su quelle aziende che producono per un mercato di fascia media o medio alta tralasciando volutamente chi produce periferiche hi-end, campo questo che vede protagoniste quelle persone che la gavetta l'hanno passata da un pezzo e che, avendo le idee chiare, non hanno paura di affrontare spese, o meglio, investimenti da migliaia di €uro, ho evitato inoltre di citare altre aziende poco presenti o i cui prodotti non hanno le caratteristiche necessarie per l'allestimento di un home studio casalingo, probabilmente qualcun'altra l'ho semplicemente dimenticata, quello che volevo era mostrare un quadro generale abbastanza attuale con la consapevolezza comunque che in pochi mesi usciranno modelli nuovi che aggrediranno a morsi il mercato ponendosi al centro della vostra attenzione spacciandosi per "la scelta giusta e definitiva" lusingandovi con funzioni che a voi non serviranno mai o con la promessa di un suono spettacolare ma che a voi non piacerà, io spero solo di avervi preparato a questo tipo di attacco.

Alla Prossima.