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[CAPITOLO 4] Le Schede Audio (prima parte)

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Beatbuster

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Iscritto il: 24 apr 2007, 15:30

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Messaggio 22 gen 2009, 8:54

[CAPITOLO 4] Le Schede Audio (prima parte)

Esistono molte aziende produttrici di schede audio ed ognuna di esse ha a catalogo diversi modelli, per coprire adeguatamente il mercato non ci fanno mancare la scheda entry-level e neppure l'ammiraglia con le sue decine di ingressi e uscite analogiche e digitali, è molto facile rimanere nel dubbio quando ci accingiamo all'acquisto di una di queste periferiche, anche perchè in nessun modo si avrebbe la possibilità di fare confronti diretti tra decine e decine di schede installandole su decine e decine di sistemi, non ci resta che fidarci di quello che leggiamo sulle riviste specializzate e sul Web, dove al lancio di un ogni nuovo prodotto ci viene assicurato che questi esaudirà tutti i nostri sogni musicali, anche quelli più nascosti.

Districarsi in questa giungla di offerte però può essere facile se ci concentriamo su quello che realmente ci occorre, voglio dire, se mi occorre una scheda per fare musica usando solo strumenti virtuali e, all'occorrenza un microfono non avrebbe senso acquistare una periferica dotata di 16 ingressi e 16 uscite, avrebbe invece senso acquistarne una che abbia ingresso e uscita MIDI per interfacciarla ad una tastiera/controller MIDI e poter così suonare in real-time i miei VSTi, di un ingresso stereo dove poter entrare dall'esterno e di un'uscita stereo per pilotare i miei monitor, al contrario se si avesse l'esigenza di usare diversi moduli sonori esterni di natura analogica, come synth, unità multieffetto, uscita del DJ-mixer, basso elettrico etc etc. e dovessimo registrare il tutto contemporaneamente allora si, si dovrebbero fare due conti sulle connessioni necessarie e scegliere tra le offerte disponibili con questi requisiti.

Altro fattore fondamentale per la nostra scelta è la qualità dei convertitori a bordo, vale a dire lo stadio elettronico che si occupa di trasformare il segnale analogico in ingresso nei dati digitali che il nostro computer elaborerà all'interno dei programmi che utilizzeremo e, non meno importante, lo stadio che trasformerà tali dati nuovamente in segnale audio che manderemo alle casse monitor, normalmente le case che producono eccellenti convertitori si contano sulle dita di una mano e, manco a dirlo, i loro costi sono improponibili per un home studio, case che invece propongono buoni convertitori ce ne sono sensibilmente di più e ne parleremo tra poco, prima però vorrei affrontare qualche aspetto importante che servirà a chiarirvi le idee in vista della scelta della vostra nuova scheda.

I tre tipi di periferica

Schede interne

Sono le periferiche più stabili e affidabili, sono meno sensibili alle interferenze elettromagnetiche, hanno costi contenuti e non occupano spazio nello studio, per contro sono più difficili da installare e disinstallare quando cambieremo computer, inoltre hanno un tasso di obsolescenza elevato a causa del continuo rinovarsi degli slot e dei tipi di bus delle moderne schede madri.

Schede USB

Probabilmente le più economiche, facili da installare e sufficentemente veloci fino a che si dovranno gestire pochi ingressi e uscite contemporaneamente, da preferirsi quelle con standard USB 2.0, più veloci delle USB 1.1, si potrà usare un'interfaccia solamente alternandola tra il computer in studio e il portatile, i limiti si vedono quando si aumenta il numero degli ingressi/uscite attivi, a causa di un trasferimento dati non molto veloce.

Schede Firewire

Attualmente sono le più vendute in ambito semi-pro, hanno dalla loro la velocità di trasmissione dati (attenzione, anche qui esistono due standard, Fw 400 e Fw800, uno standard USB 2.0 è più veloce di un Fw 400 mentre un Fw800 è più veloce di un USB 2.0), inoltre le marche che producono schede di buona qualità continuano a proporre i nuovi prodotti in questo standard, questo ultimo fattore è molto importante in quanto lascia intendere che continueranno ad aggiornarne i drivers e le compatibilità con altre periferiche ancora a lungo e, non meno importante, se un domani volessimo venderla per comprarne una più recente avrebbe ancora mercato.
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Beatbuster

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Iscritto il: 24 apr 2007, 15:30

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Messaggio 22 gen 2009, 8:56

Re: [CAPITOLO 1] Le Schede Audio (prima parte)

Cose da sapere


Risoluzione


Abituati come siamo ai 44khz-16bit della qualità CD ci dimentichiamo spesso che il lavoro di produzione di un brano viene eseguito a frequenze e risoluzioni più alte, generalmente si parla di almeno 48khz-24bit se non addirittura di 96khz-24bit o 192khz-24bit, un ottimo acquisto al momento è quello di una scheda che supporti i 96, anche se poi lavoreremo sul nostro sequencer a 48, non sappiamo infatti se tra un anno o due il 96 diventerà uno standard di produzione, in questo modo i progetti a 48 che chiuderemo li potremo riaprire tra due anni senza che il nostro sistema ci avverta con scritte del tipo "resolution/frequency not supported".



Ingressi analogici

Sono di tre tipi, XLR, jack e RCA,mentre gli XLR sono per natura bilanciati (3 poli conduttivi) i jack possono essere sia bilanciati che sbilanciati (3 o 2 poli conduttivi), gli RCA infine possono essere solo sbilanciati (2 poli conduttivi) e vengono utilizzati prevalentemente per connessioni Hi-Fi o comunque di utilizzo generico, possibilmente scegliamo le linee bilanciate poichè il sistema a 3 poli conduttori conferisce al segnale audio che attraversa i cavi di collegamento una totale protezione dai disturbi elettromagnetici, inoltre i connettori XLR sono da preferire poichè offrono miglior resistenza meccanica e minor sensibilità all'usura, di contro sono più ingombranti e costano qualcosa in più.


Ingressi preamplificati

Se abbiamo intenzione di utilizzare una chitarra o un basso elettrico oppure un microfono è meglio prevedere fin da subito l'acquisto di una periferica che abbia questa prerogativa, meglio se presente un'ingresso Hi-Z che consente di adattare l'impedenza del basso o della chitarra al fine di ottenere un'escursione dinamica e una pulizia maggiore, quasi tutte le schede che presentano questi ingressi sono dotate della Phantom Power, un'interruttore che se attivato fornisce i 48v lungo il cavo microfonico che servirà ad alimentare un eventuale microfono a condensatore.



Gli I/O digitali

In un mondo che "parla digitale" non avrebbe senso interporre tra due periferiche un traduttore che prima traduce in analogico e poi nuovamente in digitale per riferire lo stesso messaggio in uscita, in più si risparmia qualcosa sul progetto e sulla realizzazione delle due periferiche sopracitate, altro bonus importante è la permeabilità dei cavi digitali ai disturbi elettromagnetici e quindi un segnale pulito, ne esistono di diversi tipi ma per ora a noi ne interessano solo due, in rame (S/PDIF) e ottici (ADAT), possono trasportare entrambi più di un canale la loro lunghezza non influenza in maniera sensibile la qualità audio come avviene invece per i cavi in rame, tra i due tipi nel mercato pro-sumer è senzaltro quella ottica a farla da padrone, l'ADAT, un brevetto di Alesis di più di una decina di anni fa, studiato allora per far comunicare i loro registratori digitali multitraccia, è tuttoggi uno standard sfruttato dalla quasi totalità delle aziende che producono sistemi digitali rivolti all'audio, il motivo è semplice, questo sottile cavo ottico riesce a trasportare otto segnali digitali contemporaneamente in tempo reale, in uno scenario reale per esempio potrebbe essere utile per aggiungere in futuro un converitore A/D con ulteriori otto ingressi al vostro sistema senza cambiare necessariamente scheda audio, a patto però che la scheda abbia le suddette connessioni, da tenere quindi in considerazione al momento dell'acquisto.



La latenza

Immaginate per un momento di essere un segnale audio analogico, passate dall'ingresso della scheda audio, qui venite decodificati e tradotti in un segnale digitale, venite trasportati da un driver verso un programma di audio sequencing dove ogni manipolazione come abbassamento di volume, equalizzazione, compressione richiede un certo numero di cicli macchina, ora dopo avervi modificato un'altro driver vi accompagnerà all'uscita dove verrete nuovamente decodificati e riconvertiti in segnale audio analogico, è esattamente quello che succede all'interno del vostro computer, solo che mentre il processing nel sequencer lo gestisce direttamente la CPU, il trasporto lo gestisce il driver della scheda audio, più questo è ben compilato e quindi più snello e veloce, prima il segnale audio concluderà il suo percorso, questo miglioramento non si avvertirà tanto in un uso normale quanto nell'uso di strumenti virtuali e in tracking, vale a dire quando dalla tastiera midi suoneremo delle note e sentiremo le stesse in tempo reale o quando canteremo al microfono passando da compressori, equalizzatori e quantaltro all'interno del programma di sequencing e ci ascolteremo in cuffia sulla base senza andare fuori tempo, più la latenza è alta e più in ritardo ascolteremo l'audio in uscita, esiste comunque la possibilità di variare alcuni parametri attraverso apposite utility installate con i drivers, da qui potremo per esempio agire sul buffer size aumentandolo per avere maggior stabilità e poter aprire più tracce e plugin aumentando però la latenza oppure diminuendolo per aver meno latenza a discapito di un minor numero di tracce e plugin aperti, non è raro che si usi minor latenza durante la registrazione delle tracce e si aumenti in un secondo tempo durante in fase di mixing quando si inseriscono i vari plugin per ottimizzare o correggere i suoni.

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