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Fondamentali del Segnale AUDIO DIGITALE [Cap 3]

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nico69

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Messaggio 11 feb 2009, 12:06

Fondamentali del Segnale AUDIO DIGITALE [Cap 3]

ACQUISIZIONE (pratica)

Per l’acquisizione del segnale audio digitale (campionamento) entrano in gioco i componenti hardware, software e trucchi che utilizziamo.
Allora, fondamentale iniziamo dal PROCESSORE. L’unità di elaborazione dei dati, il microprocessore compie le operazioni di calcolo e, la sua capacità, viene misurata in operazioni elementari. La cpu del nostro pc è deputata a questo. Immaginiamo di dover elaborare il segnale digitale in tempo reale, avremo bisogno di un processore che elabori 176.400 bit al secondo. E' possibile ma, non crediate che queste operazioni siano disponibili, al livello casalingo, da molto tempo.
Il tempo di elaborazione del nostro processore dipende da due fattori:
1. La potenza di calcolo.
Un processore con 2.000 Mhz è in grado di eseguire due miliardi di “operazioni elementari” al secondo.
2. La complessità dell’algoritmo.
La qualità del software che processa il segnale.

All’interno del pc è ospitata la scheda dsp deputata ad effettuare le operazioni sui segnali digitali. Questa unità è molto importante perché processa il segnale. In ultimo la ram, più c’è ne meglio è. Scherzi a parte, queste unità compiono tutto l’intero processo di elaborazione del segnale digitale. I dati sono memorizzati nell’HD, da questo, a seconda della velocità del processore vengono trasferiti nella ram per l’elaborazione, chiaramente più e grande la ram e meno trasferimenti dovremo effettuare con risparmio di tempo poi, processati dalla scheda dsp.
La qualità di questi componenti determina un risultato fedele e rapido.
Abbiamo detto come è importante il SOFTWARE che processa il segnale. Qui viene in gioco la seconda componente fondamentale per l’acquisizione e manipolazione del segnale audio digitale. La “complessità” del software che elabora il segnale, la raffinatezza dell’algoritmo che genera il risultato, determinando la qualità finale del suono. Teniamo in considerazione che oggi, anche in fase di studio di registrazione, la maggior parte dei moduli di processione del suono sono originariamente digitali e quindi, la loro trasposizione a plug-in risulta esatta ma, sarà chiaramente meno reale simulare l’effetto di un compressore valvolare analogico. Oggi nel mondo dell’audio digitale, si possono effettuare tutte le manipolazioni che vogliamo con altissima qualità, a seconda della capacità del software disponibile. Preciso che un qualsiasi plug-in, un filtro che andiamo ad applicare al segnale audio non è nient’altro che un software aggiuntivo che determina un risultato a seconda della qualità dello stesso. Applicare un’effetto economico al segnale comprometterebbe immediatamente tutta la qualità dell’audio, tutta la catena audio è compromessa da un passaggio.
Altra cosa fondamentale per acquisire e gestire un buon segnale digitale è la SCHEDA AUDIO. Oggi, ne esistono di ottima qualità a prezzi relativamente contenuti ma, essenziale è poter lavorare almeno ad una quantizzazione di 24 bit e possedere le necessarie porte digitali. Un trucco fondamentale sta proprio nell’utilizzare le connessioni digitali della scheda audio. Molti, superficialmente utilizzano le connessioni RCA. Sbagliatissimo. Nel caso di connessioni analogica (cavetto RCA) il segnale transita in uno stadio campionatore e trasferito alla scheda dsp del pc, nel caso di connessione digitale, trasferito direttamente. Riassumendo, per effettuare una buona acquisizione del segnale analogico e convertirlo in digitale necessitiamo di una buona scheda audio (almeno 24 Bit) per mantenere la qualità del segnale campionato, un software professionale che ci consenta di acquisire ad una frequenza di campionamento adeguata (96 KHz) e che elabori con accuratezza la varie manipolazioni e, un pc adeguato a compiere le necessarie operazioni di calcolo.
Nella catena audio, per quanto sia breve, è molto importante il VOLUME di registrazione che non deve variare drasticamente da un passaggio all’altro. Anche il volume di registrazione finale del segnale audio non dovrà essere alla massima ampiezza perché, così, andremo a campionare il segnale audio vicino al picco e forse anche oltre. Andremo così a prelevare un segnale distorto. Diversamente il segnale prelevato non deve essere troppo basso altrimenti nelle operazione di massimizzazione (aumento del volume fino alla soglia voluta) aumenteremo il fruscio e rumori di fondo. Tiriamo su del segnale sporco dal basso. Io consiglio di campionare ad un valore di – 25/30 dB RMS.
Possiamo fornire ulteriori indicazioni di minima per il campionamento.
Per “memorizzare un file digitale e successivamente manipolarlo è sufficiente una risoluzione di 44.1/48KHz/24Bit in quanto il file è già digitalizzato. L’aumento di risoluzione in Bit è solamente necessario per la manipolazione del segnale. Senza manipolazione è sufficiente lo “standard” commerciale 44.1KHz/16Bit in quanto già risoluzione massima del file.
Per “memorizzare”, campionare un segnale analogico, esempio un vinile, o qualsiasi altra fonte di “segnale continuo” è necessario aumentare la risoluzione in “frequenza di campionamento” per sopperire al problema della frequenza di aliasing precedentemente descritta e, campionare a 96 KHz/24Bit.
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nico69

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Messaggio 11 feb 2009, 12:09

Re: p3

MANIPOLAZIONE (consigli per l’uso digitalJockey)

Questo paragrafo non vuole affrontare l’argomento facendo una mera disquisizione su l’utilizzo di un effetto piuttosto che un altro ma, sull’utilità in genere del loro utilizzo. Ricordo che, per effettuare un ottimo mixaggio, il Dj deve compiere delle opportune regolazioni e sincronizzazioni dei due brani. Regolare e sincronizzare i Bpm dei due brani; regolare la pressione sonora (volume) tramite il gain; regolare l’equalizzazione affinché le frequenze siano uniformi.
Allora, non sarebbe molto più utile disporre di una raccolta di brani “uniformati”?
Non sarebbe più qualitativo effettuare l’equalizzazione a priori, potendo agire su tutta la curva di frequenze, magari con 10 o più bande piuttosto che compiere questa operazione con soli tre potenziometri (bassi-medi-alti) dal mixer? Non sarebbe utile poter effettuare la taratura dell’impianto di diffusione sonora e disporre di una collezione di brani che suonino con la stessa dinamica?
SI indubbiamente.
Le operazioni di regolazione del volume ed equalizzazione possono essere eseguite a “casa” con una migliore qualità finale.
Bene, a questo punto affrontiamo le varie differenze tra gli effetti più utilizzati in commercio. Distinguiamo subito gli effetti veri e propri i quali sono moduli che compiono delle operazioni solamente su una parte del segnale (il segnale viene separato, manipolato e, nuovamente miscelato) e, i processori di segnale che applicano “l’alterazione” su tutto l’intero segnale. I processori di segnale sono necessari per ottenere quelle “regolazioni” che vogliamo effettuare a priori, a “casa”. Gli effetti sono molto utili durante la prestazione “live” per conferire al suono quella particolare momentanea caratteristica ma, come diremo, con particolare attenzione, per non creare “danni”. Allora, vediamo il lavoro che sarà opportuno preparare al segnale a “casa”.
Anzi tutto la COMPRESSIONE. Premetto che il modulo compressore è utile solo in casi di materiale anziano, o Disco Music 70. I brani recenti, dopo gli anni 80, di solito sono già compressi. Il fenomeno di compressione del segnale conferisce una riduzione della dinamica e dell’ampiezza dell’onda, il suono diventa più “corto”, secco e meno saturo, il volume risulta indistorto e livellato, si abbassa il “range” dinamico. Questo risulta essere fondamentale perché si ottiene un suono di equilibrio su tutto l’intero brano non alterando la potenza sonora ma, limitando l’ampiezza dell’onda e, risolvendo il problema della naturale presenza di saturazione all’interno di un locale chiuso, consentendo un volume (pressione sonora) “indistorto” più alto. Vi sembra poco?
Operare una compressione medio-bassa conferisce un’effetto di “costrizione” dei bassi, la famosa “botta”.
Operare una compressione spinta o male modulata produce risultati di alterazione della timbrica, devastanti. Un modulo professionale deve necessariamente consentire le regolazioni dei seguenti parametri:
- Threshold. Soglia oltre la quale il compressore entra in azione ed opera il taglio;
- Ratio. Determina la quantità di riduzione. Un rapporto più alto determina un maggiore “appiattimento” altre la soglia;
- Attack Time. E’ il tempo di attacco con il quale il compressore entra in azione;
- Release Time. E’ il tempo di rilascio che il compressore impiega per tornare in assenza;
- Hold Time. E’ il tempo di tenuta. Permette di ritardare l’inizio del rilascio, mantiene più a lungo il compressore in azione.
Detto questo, consiglio per un lungo periodo di utilizzare le molteplici curve di compressione preimpostate e di utilizzare un rapporto di compressione basso, (3.1).
Passiamo ora all’EQUALIZZAZIONE. Risulta preventivamente necessario definire con accuratezza una ipotetica curva di equalizzazione “standard”. E’ necessario “interpellare” una serie di impianti “campione”. La cosa più semplice se ritenuto idoneo, è cominciare dal nostro. A impianto “neutro” (l’impianto audio dovrà avere tutti i valori di equalizzazione a 0) analizziamo la “nostra” equalizzazione digitale che deve possedere il file per esprimere il meglio dal nostro impianto campione. Ripetiamo la stessa operazione con almeno 5 tracce di riferimento. Adesso dobbiamo testare le nostre 5 tracce di riferimento su altri impianti audio campione. Chiaramente dove più ti interessa, magari dove “suoni”. Quando avrai le “idee” abbastanza chiare avrai definito quella che a te sembra una “curva di equalizzazione” ideale, magari anche opinabile ma, è quella che serve proprio a te. A questo punto, questo è lo “standard” audio da conferire ai tuoi pezzi, l’equalizzazione delle tracce. Possediamo una raccolta musicale che è “uniforme” una serie di brani che suonano tutti “uguali”. Posso andare a suonare su un “posto”, vedere e tarare l’audio come serve a me, aggiustare l’acustica, cioè se il locale ha i bassi impastati, io regolo l'equalizzazione del mixer o meglio, con un equalizzatore rendo tutto cristallino e a questo punto posso “snocciolare” una serie di pezzi che non hanno problemi, tutti hano la stessa base per cui non dovrò più regolare il mixer in equalizzazione e volumi.
Vi sembra poco? Adesso purtroppo mi devo soffermare perché qui, di solito, si “inalberano” tutti i “puristi”.
Vi sembra meglio effettuare queste regolazioni con tre potenziometri al momento del mix, cercando di uniformarsi quanto necessario all’impianto audio o, arrivare già “uniformi”? Con l’equalizzazione non otterrete mai due pezzi che hanno la stessa “dinamica” ma, circa, suoneranno “timbricamente” simili. Per non ritornare poi a quanto considerato avviene in fase di produzione musicale ove una serie di tecnici definiscono il risultato commerciale e il suon che devono “spacciare”, L’alta fedeltà.
Ultimo aspetto da curare sarà quello di uniformare la “potenza sonora” (volume) delle varie tracce. Per questo uso utilizziamo il MAXIMIZZER, Il rapporto di guadagno (gain) che dobbiamo conferire, dipende in pratica dalla curva di equalizzazione “standard” che abbiamo definito. Mi spiego. Questo concetto è semplice ma richiede attenzione. Il nostro scopo è quello di avere il volume più alto indistorto, ebbene, dobbiamo rappresentare tutte le frequenze di equalizzazione con il volume massimo che abbiamo a disposizione, la eventuali frequenze che superano il volume di riferimento diventerebbero dei “picchi” con conseguente degrado del segnale. Siamo costretti ad intervenire con un filtro a tagliare (riportare a valore massimo), limitare (limiter) l’ampiezza dell’onda. Di questo non ne abbiamo necessità perché, a priori, abbiamo già “compresso”, il nostro suono si sviluppa già su un’onda compressa, dobbiamo solo regolarla come potenza.
Se invece la “tagliassimo” troppo andremo ad introdurre nuova saturazione. Allora dobbiamo solo spostare “l’inviluppo” dell’onda , con riferimento al punto massimo, deve coincidere questo con il nostro volume massimo “standard”. Per questo torniamo alle nostre 5 tracce di riferimento. Una per una, andiamo a valutare di quanto guadagno (gain) hanno bisogno per arrivare al volume massimo, a questo punto, quando è stata spostata l’onda al suo massimo volume, andiamo a rilevare che valore di potenza (RMS) sviluppa. Questo valore sarà circa a – 15 dB, a seconda di che equalizzazione e rapporto di compressione si è adottato. Ripetiamo l’operazione con le altre tracce di riferimento. A questo punto conosciamo qual è la “potenza” del nostro “range” dinamico. Cioè, abbiamo generato un’onda che possiede circa lo stesso inviluppo (compressa), contiene circa la stessa timbrica (equalizzazione), in conseguenza ha circa lo stesso range dinamico. Abbiamo individuato il valore di riferimento “standard” per il modulo di massimizzazione. Qui, per ogni traccia, dobbiamo regolare il guadagno da esprimere per arrivare alla potenza di riferimento assunta come “standard” (-15dB) e impostare in modo costante il “limiter” al volume massimo assunto, per tagliare i “picchi”.
Immagine

A questo punto abbiamo tutti i volumi uniformi. Con un grande vantaggio! Non solo ci siamo “risparmiati” di spostare il potenziometro del gain sul mixer, come banalmente potevamo fare, cioè aumentare il volume del punto di massima ampiezza dell’onda ma, noi possediamo, anche la regolazione della potenza sonora, la nostra traccia a parità di volume esprime la stessa potenza RMS. Possiede la stessa “botta”.

E vi pare poco?

Ragazzi non so se sono stato capace di esprimere che “tesoro” risulta possedere una collezione di tracce “pre-parate”, non so se ad alcuni di voi si sono “rizzati” i capelli per le “storture” audio ma, non sono altro che leggeri “interventi” che si compiono naturalmente in fase di “produzione” e comunque, dovrei eseguirli con un risultato lontano, tramite il mixer ma, se questo non è risultato chiaro, Vi consiglio di iniziare a provare con una decina di tracce, poi vedere come suonano “timbricamente” all’interno di un mix.

Dopo i processori di segnale, il lavoro di “casa”, passiamo ad una considerazione degli effetti da utilizzare in “live”. Qui la possibilità è infinita. Equalizzatori, filtri, riverbero, echo, phaser, flange, chorus, pitch shifter, tremolo, vibrato, distorsore, exciter, wah-wha, vocoder, compressori, espansori, limitatori e chi più ne ha ne metta ma, va fatta una considerazione, se utilizzate moduli analogici (non credo) o moduli digitali (credo). Andando ad applicare un modulo digitale andiamo a compiere un’operazione di calcolo che, come detto precedentemente (campionamento) produce un “errore” per il fenomeno di quantizzazione. Il risultato dipenderà dalla qualità del software che utilizziamo ma, purtroppo non basta, dipende anche dalla “risoluzione” della traccia riprodotta perchè, si l’algoritmo di calcolo del software mi garantisce un ottimo risultato ma, il file della traccia non possiede le sufficienti informazioni (bassa risoluzione) da elaborare. Risultato, immediato decadimento della qualità del segnale. Per questo motivo Vi sconsiglio di utilizzare in “live” moduli digitali (anche professionali) su risoluzioni inferiori allo standard audio, assolutamente su file “compressi”.
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Messaggio 11 feb 2009, 18:43

Re: Fondamentali del Segnale AUDIO DIGITALE [Cap 3]

Molto interessante e utile questo terzo capitolo;bravo nico,complimenti.

Consiglio a tutti gli utenti la lettura e l'apprendimento
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nico69

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Messaggio 12 feb 2009, 2:09

Re: Fondamentali del Segnale AUDIO DIGITALE [Cap 3]

Fornisco di seguito una integrazione sul discorso MANIPOLAZIONE

Curva di equalizzazione standard MIA ADOTTATA
Immagine


Cioè, dopo aver testato questa curva come il meglio resa dagli impianti di riferimento campione, l’ho adottata . . . . non è detto che possa andare bene a voi . . . . questo è il mio risultato secondo i miei gusti . . .
Tutti i brani della mia collezione possiedono questo standard . . . . . .
Potenza RMS -15 dB con questa curva di equalizzazione . . . .
Ho fatto questo in fase di acquisizione, campionamento . . . ed adesso mi trovo un gran lavoro fatto . . .
Cioè possiedo una collezione uniforme
Faccio un esempio
Prendete questo disco
http://www.discogs.com/Various-Funk-Fev ... ase/937845
Io lo ho, in CD, ho anche molti dei dischi interessati . . . .
Allora se senti il Cd, man mano che scorrono i brani non devi fare nulla, sono tutti uniformi, qualcuno li ha regolarizzati . . .
Se prendi i dischi chiaramente sono tutti ognuno una storia, volumi e suoni differenti.
Il cd lo puoi mixare come vuoi . . . . .
I dischi sono del 70 e se cerchi di tirarci fuori cosa tramite i tre potenziometri del mixer fai poca cosa . . . . non perché sono rovinati . . . io ho dischi del periodo sigillati . . . ma . . . perché molte registrazioni sono pessime . . . addirittura canali sbilanciati . . . e con il mixer non gli fai nulla . . . dischi dai quali estrai un suono cristallino . . . . cosa che non riesci a fare al volo . . . con il mixer
Allora dico . . .
Ma perché, uno che deve campionare non assume tutto ad uno stesso standard?
Elementare no? :mrgreen:
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GAlex

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Messaggio 12 feb 2009, 13:10

Re: Fondamentali del Segnale AUDIO DIGITALE [Cap 3]

Come ti avevo già detto prima che l'amico boss cancellasse il vecchio topic :twisted: :twisted: :twisted: :lol: :lol: :lol: è un signor lavoro... Molto interessante... Complimenti...
Digital Heart & Vinyl Soul.
Setup: Lenovo Y50-70 - Traktor Scratch Pro 2 - 2 x Technics 1210 + Ecler Nuo 4.0 + NI Audio 10 + NI Kontrol X1
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nico69

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Messaggio 13 feb 2009, 13:53

Re: Fondamentali del Segnale AUDIO DIGITALE [Cap 3]

Fornisco di seguito una integrazione sul discorso MANIPOLAZIONE

Tabella delle frequenze
Immagine
Molto utile per comprendere il posizionamento dei vari strumenti
Sul sito questa tabella è interattiva
http://www.independentrecording.net/irn ... isplay.htm
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Dario Erre

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Messaggio 13 feb 2009, 18:51

Re: Fondamentali del Segnale AUDIO DIGITALE [Cap 3]

veramente un ottimo tutorial complimenti!!
ne approfitto per torglermi un dubbio riguardo al maximizer...
per farti capire meglio ti espongo un ipotetico esempio..
Traccia 1 equalizzata in studio dal produttore a 0 db
Traccia 2 equalizzata in studio dal produttore a 5 db
Usando il maximizer come nel tuo tutorial (impostandolo a -15db)avremo:
Traccia 1 a -15 db
Traccia 2 a -10 db
Rimarrebbe sempre uno scompenso o mi sbaglio??se ho detto qualche eresia insultami pure!!! :lol:
http://www.myspace.com/heptonic - http://soundcloud.com/heptonic

Non puoi scappare a lungo dalla tua storia, perche' arriva sempre un momento in cui essa ti riporta la' da dove vieni
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nico69

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Messaggio 13 feb 2009, 23:22

Re: Fondamentali del Segnale AUDIO DIGITALE [Cap 3]

No. . . .
prima devi uniformare la dinamica . . .
ogni onda ha un range dinamico per cui . . . .
non conta il volume . . . .
il volume di picco è differente rispetto il volume RMS se . . .
le due onde, il wave . . . non ha lo stesso range dinamico
a quel punto, uniformando i volumi delle due onde, o tutta la collezione, tutti i wave a parità di volume, possiedono lo sesso valore RMS,
se le due onde sono diverse . . . .
tu puoi anche alzare il gain ma, a parità di volume di picco . . . le due tracce esprimono un diverso volume RMS . . . una diversa "botta"

Devi prima uniformare la dinamica :wink:

RE-EDIT

Oh! quì stiamo parlando di un sacco di teoria . . . .
MA
Se uno prende i giusti riferimenti in aquisizione . . .
se hai un software che ha dei buoni controlli a video . . .
Equalizzatore a più bande settabili . . . . .
Io utilizzo 26 partizioni che corrispondono alle 8ttave
Il volume impostato sul valore RMS e come dicevo io rilevo a - 30 dB con la curva di equalizzione sopra rappresentata . . . .

A quel punto, quando hai campionato già . . al tuo standard . . .
non devi maneggiare nulla . . .
lavori solo con il modulo di massimizzazione . . . . incrementi il brano al valore RMS stabilito . . . io adotto - 15 dB . . . e se hai centrato la dinamica, hai lavorato bene fino adesso, il tuo picco, il volume masimo, il disegno dell'onda sul monitor, riempe con il olume massimo fino al picco, ti sei posizionato sotto la distorsione ma hai sfruttato tutto il volume disponibile . . .

insomma . .
se acquisisci con grazia . . . non devi fare nulla . . . massimizzi e basta . .
un giochetto

devi tribolare solo con il materiale anziano . . . :mrgreen:

e li sono
uccelli per diabetici
comunque io ho restaurato dischi morsicati
e se ti faccio sentire e vedere il disco
non ci credi ancora :mrgreen:
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Messaggio 14 feb 2009, 7:50

Re: Fondamentali del Segnale AUDIO DIGITALE [Cap 3]

Dario Erre ha scritto:veramente un ottimo tutorial complimenti!!
ne approfitto per torglermi un dubbio riguardo al maximizer...
per farti capire meglio ti espongo un ipotetico esempio..
Traccia 1 equalizzata in studio dal produttore a 0 db
Traccia 2 equalizzata in studio dal produttore a 5 db
Usando il maximizer come nel tuo tutorial (impostandolo a -15db)avremo:
Traccia 1 a -15 db
Traccia 2 a -10 db
Rimarrebbe sempre uno scompenso o mi sbaglio??se ho detto qualche eresia insultami pure!!! :lol:


Mi scuso per il doppio post ma . . ho letto meglio e già avevo risposto ma
voglio essere più esplicito . . .

Se le due tracce a parità di volume di picco . . . esprimono un diverso fattore RMS . . . vuol dire che hanno una diversa dinamica . . . diversa equalizzazione

Se tu hai la stessa equalizzazione, lo stesso "peso" sulle varie frequenze . . . a parità di volume massimo hai le stesse potenze RMS sulle due tracce

Le due tracce che dici tu sono scompensate per cui aumentando il gain del volume del mixer e portandole allo steso picco . . . . il volume percepito è diverso perchè hai un diverso fattore RMS . . . . . questo è il perchè molte volte due tracce a parità di volume massimo suonano differentemente in volume reale . . . ne senti una più alta e una più bassa anche se il led ti dicono che sei allo steso volume, non è vero, è diversa la potenza RMS


Per cui non hai detto nessuna eresia
lo scompenso rimarrebbe perchè:
- una cosa è il volume di pico . . . che comandi con il gain del mixer e controlli con i led
- una cosa è la dinamica che conferisci con l'equalizzazione che determina una certa onda (wave).
Ogni onda esprime un fattore RMS.
Ogni onda ha una volume percepito diverso.

Dario Erre ha scritto:Usando il maximizer come nel tuo tutorial (impostandolo a -15db)avremo:


Quì una precisazione . . . . . .
Il - 15 valore (il valore che assumi standar come valore finale che devono avere tutte le traccie) non è una valore costante, è il valore finale, di arrivo!
Cioè sai che le tue traccie dovranno arrivare lì!
Allora quando hai acquisito a - 30 dB la tua traccia, quando avai campionato . . . avrai il wave acquisito che dovrebbe essere a circa -30 dB ma, sicuramente . . . . sarai li intorno, ma non precisamente li!
diciamo che il wave suona a -28, per cui massimizzi di + 13 db ed adesso, con il wave finale sei a - 15 dB, cioè a -15 dB ci arrivi con l'incremente che necessita ogni wave campionato.
Altro esempio
Sempre il wave campionato è a - 28 dB
Adesso però in fase di riascolto hai notato che devi operare delle correzioni prima di massimizzare. Il suona acquisito necessita di interventi di equalizzazione o una correzione su una specifica frequenza.
Bene, operi le correzioni necessarie ma, considera, che modifichi nuovamente l'onda. quella traccia che suonava a - 28 dB adesso, se per esempio hai appesantito i bassi, dovrebbe esprimere un maggior volume RMS e per esempio sara posizionata a - 26 dB . . . bene.
Il valore finale deve essere sempre - 15 dB per cui massimizzi di + 11dB.

Ogni traccia acquisita ha necessità di una massimizzazione diversa . . .
se hai lavorato bene in acquisizione, hai avuto la possibilita di vedere bene prima quello che stavi acquisendo
le tracce dovrebbero avere tutte circa bisongo dello stesso incremento . . .
se i wave campionati si scostano molto . . . . vuol dire che hai acquisito con una diversa dinamica, è un segnale che stai sbagliando l'equalizzazione del brano suonato in acquisizione per cui devi correggere ora, successivamente al campionamento.

Altra cosa molto importante per vedere che stai facendo bene . . . .
è il disegno dell'onda a video, il grafico del wave
se le onde hanno una stessa dinamica, se il wave campionato è pari al tuo standard di equalizzazione, cioè uniforme con gli altri brani ai quali dovrà fare compagnia, le tue onde saranno tutte ugali. A video avranno tutte la stessa altezza, cioè lo stesso inviluppo ed il valore RMS si posizionerà sempre circa lo stesso punto . . . . .
Apposta prima di iniziare a campionare veramente è importante che conosci e definisci il tuo standard . . . a quel punto, quando conosci la tua onda ti accorgi anche a video se la riconosci, se è lei!

Purtroppo queste cose ci vuole più a dirle che a capirle . . . .
spero di essere stato chiaro, comunque
sono quì :mrgreen:

PS
SONO VERAMENTE FELICE CHE QUESTO PRONTUARIO E' RIMASTO ACCESSIBILE
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Messaggio 15 feb 2009, 15:42

Re: Fondamentali del Segnale AUDIO DIGITALE [Cap 3]

Fornisco ulteriore integazione sul discorso ACQUISIZIONE

Ho avuto due chiacchiere in pm e ve ne rendo il contenuto

Si parlava del processo di massimizzazione, dopo aver prelevato il segnale!
PER MASSIMIZZARE
Si deve aumentare l'onda acquisita a - 30 dB RMS posizionandola circa al massimo della scala dei dB, il grafico dell'onda dovrà essere disegnato sulla parte superiore fino a rasentare il picco senza essere tagliata fuori troppo . . . il filtro di taglio che impostiamo a - 0,5 dB, di salvaguardia, non dovrà tagliare parti buone del segnale che si sià posizionato oltre questo limite . .
Allora
Per massimizzare un file a caso che non deve essere uniforme ad altri . . . è semplice perchè ti riferisci al volume di picco e alzi il sopra dell'onda fino a lì . . . . prendi di riferimento il volume di picco e lo porti a - 0,5dB . . .
INVECE
Per rendere uniformi più file devi riferirti alla potenza RMS che esprime il brano, il volume percepito per capirci . . . .
(il volume di picco di due brani e il volume RMS sono diversi se la dinamica è diversa . . . )
Bisogna uniformare il volume RMS perchè la pressione sia uguale . . . .
Il volume di picco però ti entra in gioco di conseguenza, perchè a seconda di che equalizzazione hai dato, così il tuo volume massimo si posizionerà. Allora se tu massimizzi a -15 dB tutto il materiale come standard, ma non conosci che onda determini . . . se non hai prima indagato se i tuoi wave sparano quello . . .
Andando a massimizzare un'onda che in acquisizione ha il valore RMS a - 29 dB e il valore di picco a - 12 dB . . . . . quando tu massimizzi il valore RMS di - 29 e lo parti a -15 massimizzi di più 16 dB. Male perchè con quella onda vai fuori picco di + 4 dB . ..
Tu impostando il massimizzatore dai riferimento di aumentae fino a -15 e hai impostato il filtro di taglio dei picchi a - 0.5 dB per cui non ti accorgi di cosa tagli fuori . . . ma in questo caso taglieresti fuori i 4,5 dB che sono oltre il filtro che salvaguarda i picchi. Taglieresti onda buona che sarebbe ricompressa e spinta entro il valore accattabile dei -0,5 dB . . in questo modo introduci saturazione nel segnale.

Morale della favola io ho dato dei dati di riferimento ma . . . l'unico buono è quello di acquisire a - 30 dB per avere un ottimo bilanciamento del segnale ma poi . . . . i dati restanti sono individuali, è circa lì ma devi vedere se è quello che stai prelevando con la tua equalizzazione . . . . che tipo di massimizzazione ha bisogno la tua onda . . . . dopo è tutto uguale . . . i riferimenti sono sempre gli stessi . . . .ma non è detto che il tuo valore finale RMS deve essere di - 15. Quello è il mio valore per lo standard che ho assunto.

Detto questo torniamo alla pratica . . . .
Come si fa a conoscere il valore RMS del vostro standard . . . ?
E' scritto sopra (post "Re: p3" righe sopra e graficocompreso) ma semplifico . . .
Per conoscere il volume RMS si parte dal volume di picco!
Prendete le vostre 5 traccie che suonano bene sui vostri impianti campione . . . quelle che hanno tutte la stessa equalizzazione e vi piace . . . a questo punto . . . .
Queste traccie hanno tutte circa la stassa dinamica dell'onda . . .
Vi riferite adesso invece al volume di picco e andate a massimizzare differentemente tutte le traccie secondo quello che necessitano per raggiungere 0 dB . . . tutte e 5 le traccie le portate a 0 dB . . .
Ora cambaite riferimento ed andate a leggere che valore RMS esprimono, che potenza RMS ha la vostra onda . . . escono fuori 5 valori RMS delle traccie . . . togliete il più distante dei 5, ne rimangono 4 di cui fate la media . . . .
QUESTO E' IL VALORE DELLA VOSTRA ONDA
esempio -13dB . . . . Bene

Adesso quando massimizzate i brani acquisiti con quella dinamica, quella equalizazione, dovete fare esclusivo riferimento al volume RMS e raggiungere i -13dB . . . . il volume di picco conseguentemente si posizionarà al limite possibile sarà in cima al grafico . . . se ravvisate a video grandi scostamenti, state sbagliando.
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