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Consigli Acquisto Subwoofer Attivo

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Sasadj

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Messaggio 27 mag 2014, 20:00

Re: Migliore Scelta Subwoofer sui 600Euro

Sei libero di pensarla come credi ma i valori dichiarati poi vanno confrontati in situazioni reali e comunque l'orecchio umano ha difficoltà ad ascoltare frequenze sotto i 40 Hz, pensa quello non più perfetto di un utente di club ;)

E comunque, a parità di pressione sonora, una potenza maggiore ha un rendimento migliore ;)

Qui si cerca di consigliare gli utenti per non fargli spendere soldi inutilmente ;)

E, in un subwoofer, il peso dipende sia dalla struttura che dal cono oltre che dal peso dell'amplificatore e del suo trasformatore ;)

Ovviamente più il cono è grande e potente più pesa, così come la struttura: se questa è in legno (il materiale ideale per una cassa acustica) e se questo è calibrato idealmente alla potenza del cono di certo non sarà leggero ;)
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The_Animal_DJ

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Messaggio 27 mag 2014, 20:55

Re: Migliore Scelta Subwoofer sui 600Euro

@Dingo: non per fare l'avvocato del diavolo ma la fisica acustica non è un'opinione!!! Le frequenze sotto i 100Hz sono più "pesanti" da muovere quindi necessitano di almeno il 30-35% di potenza in più rispetto alle altre se usassimo coni di pari diametro... non è una questione di pressione sonora ma di potenza... l'unico sub finora citato in grado di stare dietro alle V12 (da solo) è il SW118HAV2 mentre tutti gli altri necessitano di almeno la coppia!!!

Per fare capire meglio la cosa trascrivo parte del primo modulo di una guida che sto scrivendo su come realizzare un sistema PA ad uso DJ:

The Animal DJ ha scritto:Modulo Uno: L’Acustica.

Iniziamo con il dire che noi lavoriamo all’interno di un contesto STEREO ovvero un contesto dove il segnale sorgente è diviso su 2 canali distinti (indicati normalmente come Right e Left… da qui in poi useremo le nomenclature inglesi dei vari parametri e termini in modo che possiate seguire meglio la guida) dove ognuno riprodurrà parte dello spettro sonoro che andrà a comporre il suono. Quindi avremo valori diversi per ogni canale usato e quindi una diversa risposta di frequenza per canale (Channel). Questo va specificato perché, sempre più spesso, si vede in giro gente poco esperta che dice “adesso compro una cassa e poi più avanti compro l’altra” ma è una cosa sbagliatissima. Infatti se noi andiamo a “forzare” un segnale stereo dentro ad un singolo diffusore mono avremo un’unica sorgente dove le varie frequenze s’accavalleranno e, in molti casi, si copriranno ottenendo un risultato poco professionale e poco piacevole. Quindi si consiglia sempre di lavorare con minimo 2 diffusori equivalenti tra di loro.
Detto questo, passiamo a vedere i parametri che dobbiamo guardare per mettere assieme il nostro sistema.

Il primo parametro che dobbiamo guardare è la “Risposta in Frequenza” (Frequency Response) ovvero il raggio di frequenze (Range) che vengono coperte da quel determinato diffusore. In teoria, l’orecchio di un’essere umano adulto è in grado di sentire un Range dinamico che va dai 20Hz ai 20kHz e percepire alcune ultra-frequenze (sopra i 20kHz) e sub-frequenze (sotto i 20Hz). Nella realtà, l’orecchio di un’essere umano adulto, a causa d’inquinamento acustico e/o danni all’udito di carattere personale, è in grado di sentire solo parte di questo Range che, mediamente, va dai 50Hz ai 18kHz circa e percepiamo come sub ed ultra frequenze parte del Range che viene escluso. Va detto anche che frequenze troppo alte o troppo basse, ascoltate per lunghi periodi, diventano molto fastidiose e sono difficili da gestire a livello d’amplificazione perché creano picchi nel Range sonoro. Per questo motivo, quando viene creato il Master di registrazione (in particolare modo nella musica leggera… più raramente nella musica classica e nel Jazz) vengono tagliate tutte le frequenze sotto i 60Hz e sopra i 18kHz. Quindi qualunque diffusore che ha dichiarato un Frequency Response (quasi tutti ormai) che va dai 20Hz ai 20kHz può essere preso tranquillamente in considerazione (anche se non veritiero) in quanto il Range a noi interessato è all’interno di tale Range.

Il secondo parametro che dobbiamo guardare è la “Distorsione Armonica Totale” (Total Harmonic Distorsion, THD) ovvero la distorsione applicata dal diffusore al segnale in riproduzione. In fase di amplificazione di un segnale entrante questo subirà un’incremento di guadagno (Gain) da parte dell’amplificazione stessa al fine di garantire una corretta amplificazione. Questo Gain introduce una distorsione sul segnale originale che non può essere completamente eliminata e può risultare molto fastidiosa sugli ascolti prolungati. Un qualunque diffusore che dichiara un THD inferiore al 1% va bene (c’è da dire che questo parametro è regolamentato dalle norme DIN, Deutsches Institut für Normung, e quindi la maggiore parte dei diffusori acustici in commercio ora rientrano tranquillamente all’interno del valore ottimale).

Il terzo parametro che dobbiamo guardare è il “Livello di Pressione Sonora” (Sound Pressure Level, SPL), può essere indicato anche come “Efficienza” (Efficiency), ovvero il livello sonoro massimo raggiungibile da quel diffusore al massimo delle sue prestazioni ad un metro (c.a.) di distanza. La SPL viene indicata in db ed è una misura logaritmica, questo significa che ogni TOT db avremo un’incremento significativo del Gain d’uscita del segnale. Questo incremento diventa percettibile ogni 3db mentre ogni 6db avremo il raddoppio del Gain. L’orecchio umano comincia a subire danni permanenti con l’ascolto prolungato di un suono a 100db mentre la soglia del dolore viene raggiunta a 130db. Le odierne regolamentazioni italiane in materia pongono il limite d’ascolto a 90db nei locali pubblici adibiti al ballo e/o all’ascolto di musica dal vivo. Qualunque diffusore acustico che abbia un SPL compreso tra i 110db ed i 125db va bene in quanto questi non raggiungeranno mai il loro SPL massimo (per farlo dovrebbero ricevere in entrata un segnale con presente tutto il Range dinamico con tutti i volumi di frequenza pari tra di loro… a meno che non riproduciate un rumore bianco, questo vedremo che non è possibile senza fare danni) e la SPL aggiuntiva ci permette di avere un Range di potenza (Headroom) maggiormente gestibile durante la taratura del segnale.

Il quarto parametro che dobbiamo guardare è la “Potenza” (Power), indicata in Watt, ed è il valore che indica la “velocità” impiegata dal segnale per arrivare al massimo SPL desiderato (o possibile) ed indica, anche, il valore “dell’Intensità Acustica” (Volume) raggiungibile dal proprio sistema (quest’ultima però è influenzata anche da altri parametri che vedremo nel terzo modulo). Viene espressa in Watt e in 2 valori definiti: continui, RMS (Root mean square), e picco (Peak). Il primo valore è la potenza ottimale erogata durante il normale funzionamento mentre il secondo valore è la potenza massima raggiungibile per brevi periodi (di solito frazioni di secondo). Viene indicata sia la potenza RMS che quella Peak perché il suono non è un valore costante e le variazioni improvvise (esempio: da un piano-pianissimo ad un forte-fortissimo) all’interno del Range potrebbero richiedere un’erogazione di potenza superiore di quella ottimale che, se non gestita correttamente, potrebbe causare danni di carattere tecnico. Più è alto il valore di SPL meno Potenza è richiesta a meno che gli altoparlanti dei diffusori (Driver) non siano particolarmente grandi (oltre i 15 pollici di diametro) e, quindi, richiedano accorgimenti diversi (approfondiremo nel secondo modulo). Se abbiamo un diffusore con 125db di SPL, un qualunque diffusore con una potenza RMS dichiarata di circa 300W-400W va bene (un discorso a parte va fatto per il subwoofer… approfondiremo all’interno di questo modulo).

Il quinto ed ultimo parametro che dobbiamo guardare è “l’Assorbimento di Corrente” (Power Consumption) ed è il quantitativo di Watt totali assorbiti dal diffusore acceso. Questo parametro ci è utile in 3 maniere: primo ci permette di determinare se il sistema che stiamo costruendo può o non può essere inserito all’interno di un determinato ambiente (in un’ambiente domestico il totale erogato normalmente è di 3kW ovvero 3000W mentre in un locale pubblico si può arrivare fino a 15kW ovvero 15000W), secondo ci permette di determinare con precisione se le specifiche rilasciate dal costruttore sono reali oppure no (approfondiremo nel secondo modulo) e terzo ci permette di sapere quanta corrente stiamo consumando mentre il sistema è in funzione (risparmio ed ecologia sono dei beni da tenere sempre sotto controllo).

Arrivati a questo punto abbiamo visto e descritto quali sono i parametri da tenere presenti al momento della scelta dei diffusori. Adesso vedremo come questi parametri influiscono tra di loro e del perché usare 3 diffusori anziché 2 oppure 4.
Come detto all’inizio del modulo, noi stiamo operando in un contesto stereo ovvero in un contesto dove il segnale è diviso su 2 canali (L/R) i quali, ognuno, hanno il proprio Range dinamico indipendente che, sommati tra di loro, ci forniscono il Range dinamico del sistema completo. Questo significa che all’interno di ogni Range l’informazioni contenute e riprodotte sono simili ma non uguali (ad esempio: potremmo avere sul canale Left un determinato suono sui 500Hz mentre sul canale Right questo suono potrebbe essere assente, più alto/basso di volume e/o effettuato in maniera differente) e, se sommate tra di loro in un’unico diffusore, si sovrapporrebbero degenerando il segnale originale. Per tanto si rendono necessari minimo 2 diffusori per la corretta riproduzione del segnale stereo. Inoltre, proprio per la differenziazione di Range tra i 2 canali, la SPL non può essere sommata (lo potremmo fare se i canali fossero mono ed i diffusori attigui ma è un caso remoto e stiamo già parlando di un sistema a cascata) ed è necessario che i 2 diffusori siamo identici (come prestazioni) tra di loro per non avere un “buco” sonoro al momento della riproduzione.
Giustamente, ora, vi starete chiedendo perché aggiungere un terzo diffusore (il subwoofer) se abbiamo già 2 diffusori che coprono tutto il Range dinamico udibile? La risposta è molto semplice: il suono si propaga dal diffusore formando un cono che si allarga man mano che s’allontana e continuerà a farlo finché non troverà un’ostacolo (un muro, un’oggetto d’arredo od una persona). Più ostacoli troverà sul suo percorso più informazioni verranno perse al suo interno perché l’ostacolo funzionerà da filtro e ridurrà la sua portata. Se noi mettiamo subito davanti al diffusore (dove il cono è ancora molto piccolo) un numero X d’ostacoli (che, nel nostro caso, sono le persone che ballano) il cono non avrà modo di formarsi e avremo come risultato che le persone subito davanti al diffusore diverranno sorde mentre quelle subito dietro non sentiranno niente. Per ovviare a questo inconveniente, normalmente, si pongono i diffusori in alto (nel nostro caso tramite stativi ovvero le aste su cui vengono montati i diffusori) in modo che il cono si possa formare e propagare nell’ambiente e qui entra in gioco il subwoofer. Le frequenze alte sono molto più veloci e leggere delle frequenze basse che sono lente e “grasse” ovvero le frequenze alte richiedono meno risorse di quelle basse per essere pilotate e si propagano più velocemente. Quando il diffusore è direttamente appoggiato a terra, questo divario non lo percepiamo (o lo percepiamo poco) perché l’altoparlante del diffusore entra in “risonanza” (Resonance) con il pavimento ovvero le frequenze basse incontrano come primo ostacolo il pavimento e rimbalzano subito su andandosi a mescolare con le frequenze medio-basse e tornano a formare il Range completo. Se noi andiamo a posizionare in alto il diffusore creeremo quello che viene normalmente conosciuto come “disaccoppiamento della gamma bassa” che altro non è che l’eliminazione della risonanza che ci faceva percepire correttamente le frequenze basse. Queste non vengono eliminate ma, essendo più lente e grasse, ci mettono più tempo ad arrivare alle nostre orecchie creando un sensazione di “vuoto” nella gamma bassa. Più in alto sarà il diffusore più attenuate saranno le frequenze basse. A questo punto viene in nostro aiuto l’uso del terzo diffusore che andrà a coprire solo una determinata parte del Range dinamico, in questo caso la parte delle basse frequenze (come effettuare l’incrocio sarà spiegato nel terzo modulo), andandolo a completare nuovamente.
Bisogna fare una precisazione in merito al subwoofer e del perché se ne può usare uno solo all’interno di un contesto stereo. Come scritto in precedenza, le frequenze basse sono molto più lente e grasse (più ricche d’armoniche) di quelle alte e richiedono molte più risorse per essere pilotate ed è proprio a fronte di questi fatti che non è necessario dividere il segnale di queste frequenze su più diffusori. La “ricchezza” del Range dinamico sulle frequenze basse frequenze è molto invasiva e difficilmente separabile sui i 2 canali usati (L/R), inoltre il Range d’utilizzo e molto ristretto rispetto alla totalità del Frequency Response (normalmente tra i 100Hz-120Hz a scendere). Infatti il subwoofer dev’essere considerato più un “effetto” di diffusione piuttosto che un diffusore assestante, se perfettamente tarato questo dev’essere “percepito” e non “sentito” perché il suo scopo è quello di andare a compensare la perdita di Resonance avuta effettuando il disaccoppiamento dei satelliti dal pavimento. Detto in maniera molto semplice, l’unico scopo del subwoofer è quello di andare a coprire il “buco” che si è formato nel Range dinamico attorno alle basse frequenze e recuperare il “Punch” (volgarmente conosciuto come “botta”) che avevamo perso. Se noi “sentiamo” il subwoofer vuole dire che sta operando ad una frequenza di taglio troppo alta e sta perdendo il suo vero scopo (lo stiamo usando male). Purtroppo questa “operazione di recupero” richiede molte risorse aggiuntive in termini d’amplificazione e diffusione perché l’eccessiva lentezza delle frequenze interessate combinato all’utilizzo di un’unico diffusore per entrambi i canali rendono necessaria un’attenta calibrazione (che vedremo nel modulo due e nel modulo tre) tra componenti ed equalizzazione.

Siamo giunti alla fine del modulo uno di questa nostra guida. Nel modulo due vedremo nello specifico le componenti hardware del sistema che stiamo costruendo, come sceglierle e come combinarle, e valuteremo i pro ed i contro delle varie soluzioni.


P.S.: la parte riportata è parziale e non corretta... quindi mi scuso per gli errori d'ortografia presenti!
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DJ DINGO

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Messaggio 30 mag 2014, 18:11

Re: Migliore Scelta Subwoofer sui 600Euro

Scusate se non ho risposto prima ma ho visto solo ora le vostre risposte.

@ Sasadj ti rispondo schematicamente alle tue affermazioni:

Le frequenze sotto i 50Hz si sentono poco con le orecchie ma hanno un forte impatto fisico sul pubblico, infatti sono responsabili di quelle sensazioni tipo “stomaco che balla”. Queste frequenze sono utilizzate da anni per rendere fisicamente coinvolgente l'esecuzione, tanto che all'interno di molti sintetizzatori si trova un generatore a basse frequenze “SUB OSC”, da non confondere con il LFO che è si a bassa frequenza ma è un modulatore di segnale non un generatore. :wink:

L'efficienza o rendimento di un qualsiasi dispositivo o macchina è dato come il rapporto tra il lavoro generato dal sistema e l'energia consumata per il funzionamento, quindi un sistema che usa più potenza (energia) per produrre la stessa pressione sonora (lavoro) è meno efficiente di un sistema che usa meno potenza. :wink:

Hai ragione, quindi a chi legge i forum diciamo “ANDATE AD ASCOLTARLI” e fidatevi più delle vostre sensazioni che non dei consigli dei forum, perché qui vi si possono dare solo indicazioni sul significato dei dati tecnici o eventualmente sull'affidabilità, non certo sulla qualità del suono perché è assolutamente soggettiva. :wink:

Il peso dipende dai componenti scelti in fase di progettazione e in linea generale un dispositivo più leggero, a parità di prestazioni, è più costoso quindi vengono fatte le relative valutazioni economiche. :wink:

I sub di cui si discute sono tutti costruiti in legno quindi se vi è una differenza di peso dipende dalla qualità e spessore del legno usato e anche questo molto spesso è più un discorso economico che non tecnico su queste fasce di prezzo. :wink:

@ The_Animal_DJ

La necessità di fornire più energia per generare le frequenze basse è dovuta non a un fenomeno Acustico vero e proprio come può essere: la riflessione, la propagazione, l'eco, ecc... ma alla costruzione meccanica del generatore sonoro (altoparlante). Per generare un suono quindi un'oscillazione armonica dell'aria necessitiamo di un sistema che si muova con un moto armonico (il nostro altoparlante), ora a parità di pressione sonora quindi di energia acustica le alte frequenze vengono generate con piccole oscillazioni della membrana molto rapide (in base alla frequenza) mentre le basse frequenze comportano oscillazioni più ampie ma meno frequenti, ecco che a questo punto entrano in gioco le caratteristiche costruttive del dispositivo il quale, per bilanciare gli spostamenti e riportare in posizione iniziale il sistema, al suo interno ha una molla di richiamo con un proprio coefficiente elastico che, proporzionalmente all'allungarsi o comprimersi della molla, genera una forza contraria al moto. Questo comporta che le alte frequenze oscillando poco vengono contrastate da una piccola forza elastica, mentre le basse frequenze vengono contrastare da una forza elastica molto più grande che di fatto trasforma una buona parte dell'energia fornita in calore. Per fare un esempio pratico è come voler gonfiare la ruota di una bici usando una pompa a pedale che per la risalita ha una molla di richiamo, se noi pompiamo utilizzando solo parte della corsa del pedale ci affaticheremo meno che non utilizzandola tutta perché comprimere fino in fondo la molla di richiamo comporta un maggior sforzo. Se vogliamo in questo caso vedere un fenomeno di fisica Acustica vero e proprio si può notare che a parità di ampiezza di oscillazione (che corrisponde allo spostamento della membrana) le frequenze alte necessitano di molta più energia di quelle basse e la pressione acustica generata in alta frequenza è molto più forte, questo perché nei fenomeni oscillatori (acustica, magnetismo, luce, ecc.) le onde a più alta frequenza trasportano più energia quindi per il principio di conservazione dell'energia devo fornire più energia per generare un'onda ad alta frequenza rispetto a una a più bassa frequenza sempre a parità di ampiezza. :wink:
P.s.
Sulla guida non mi sembra che ci siano errori di ortografia ma alcuni errori evidenti di spiegazione, forse è meglio se la rivedi con calma. :wink:
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Messaggio 30 mag 2014, 21:49

Re: Migliore Scelta Subwoofer sui 600Euro

Avete creato una super discussione complimenti, mi permetto di aggiungere una mia piccola personale sintesi, sempre che l'utente che la ha creata non sia già scappato impaurito dalla vostra conoscenza technica, il sub più piccolo e' più voloce ed è una cosa che io apprezzo sempre, infatti nel mio impianto home teather ne ho messi 2 piccoli invece di uno grosso.
Ovvio però che se dovessi scegliere per uno uso festa ne prenderei uno bello grosso e bello potente.... E purtroppo molto peso da trasportare.
Posso solo aggiungere anche se è difficile da fare e' di cercare di ascoltare con i propri orecchi quello che si vuole comprare.
Il top sarebbe ascoltarli alle feste con un muro di gente che assorbe il suono, ma purtroppo questo e' ancora più difficile da realizzare a meno che non siete amici di un cricca di DJ :D
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The_Animal_DJ

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Messaggio 31 mag 2014, 2:39

Re: Migliore Scelta Subwoofer sui 600Euro

@Dingo: guarda che Wikipedia NON è la fonte più attendibile per fare ricerche!!! ;)

Tu parli di meccanica acustica ch'è subordinata alla fisica... se vuoi fare suonare un'impianto devi sottostare alla fisica poi guardare la meccanica... ho visto e sentito impianti da poche centinaia d'euro massacrare impianti esoterici solo grazie ad una buona "bilanciatura" dei componenti!!!

La guida è parziale e ho ricopiato "la brutta" (quella buona la devo tenere per il commissionante)... inoltre manca tutta la parte iniziale dove spiego ch'è per neofiti... il mio ex-professore d'acustica dell'università (che mi sta facendo la cortesia di supervisionare il tutto) mi ha fatto notare gli errori ortografici e la mia, consueta, pignoleria dei dettagli ma null'altro... gli farò presente le tue osservazioni e vedo cosa mi dice (mi sa che ha letto solo la definitiva però)...
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Messaggio 31 mag 2014, 9:17

Re: Migliore Scelta Subwoofer sui 600Euro

@The_Animal_DJ guarda che non consulto Wikipedia, non mi serve.....
Ti faccio un esempio degli errori che ho visto nella guida.
Secondo la tua guida le onde ad alta frequenza si propagano più velocemente di quelle a bassa frequenza, ma è assolutamente falso e escludo che un professore universitario non abbia notato un simile errore. :shock:
Infatti come ben saprai la velocità di propagazione del suono, che nell'aria che è di 343 m/s a 20°C, non dipende in alcun modo dalla frequenza, questo lo si dimostra studiando il fenomeno solidalmente al fronte d'onda applicando il teorema della conservazione della massa e il teorema della conservazione della quantità di moto.
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Sasadj

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Messaggio 31 mag 2014, 9:41

Re: Migliore Scelta Subwoofer sui 600Euro

...casomai le onde ad alta frequenza si propagano con più facilità e, questo applicato alla fisica, ha il risultato che siano più "veloci" ad arrivare a destinazione ;)

Comunque, stiamo uscendo fuori dal seminato. Non serve un trattato tecnico teorico alla maggiorparte di questi utilizzatori e, per buona educazione, non serve dire ad un altro utente del forum, "no ho ragione io..." O fare a gara a chi ce l'ha più lungo! :lol:

Io parlo per esperienza di vita vissuta (chi mi conosce sa che ne ho digeriti parecchi di palchi....) e per tecnica applicata alla pratica ;)

Quindi, se vorranno ancora ascoltarci (ma la vedo dura visto il nostro tipo di utenza "mordi e fuggi") tutto quello che abbiamo scritto basterà a far capire che per accoppiare un solo sub ad una coppia di diffusori ci sono dei parametri ben definiti da tenere in considerazione ;)


P.S..: [ultimo OT per rispondere a Dingo in merito ai sub oscillatori: che io sappia questi vengono usati raramente nei sintetizzatori e, sopratutto, nei modelli economici per non essere costretti ad usare un secondo oscillatore. I veri sintetizzatori usano veri, costosi, oscillatori, in catene da due o più ;) - Chiuso OT. ].
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AntonioS

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Iscritto il: 31 mag 2014, 10:01

Messaggio 31 mag 2014, 10:10

Re: Migliore Scelta Subwoofer sui 600Euro

Ciao!
Mi intrometto nella discussione, premetto che di tutta "sta para" di chi ha ragione non me ne frega niente, ma nel concreto io ho acquistato le Proel ormai 2 anni fa e dopo due mesi le ho rivendute perchè erano pietose! Suono pessimo e presentavano pure dei ronzii di sottofondo, non so se magari erano le mie le uniche "sfigate" ma per me evitate le casse Proel che sono fatte in Cina e pure male!!! Sostituite con le JBL e ancora oggi vanno da dio! ;)
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The_Animal_DJ

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Messaggio 31 mag 2014, 14:32

Re: Migliore Scelta Subwoofer sui 600Euro

@Dingo posso chiederti se per caso hai fatto gli studi presso la scuola radio-elettra con l'assistenza del CEPU?!? Non ho mai parlato di velocità del suono ma di propagazione di onde sonore. Come hai scritto te, il suono viene generato da un corpo vibrante (oscillatore) ch'emette delle onde... a bassa frequenza queste onde sono più ampie mentre ad alta frequenza sono più strette... la loro velocità è la medesima ma il percorso cambia!!! Un segnale a 5000Hz genera una sinusoide più "piatta di un segnale a 50Hz!!! È come fare Bologna - Firenze con due Ferrari... la prima lungo l'autostrada (alte frequenze)... la seconda lungo la SS Futa (basse frequenze)... se le macchine tengono la stessa velocità su entrambi i percorsi arriva prima quella che fa l'autostrada perché segue un percorso più dritto!!! Se vogliamo che arrivino insieme sarà necessario che la seconda, quella che percorre la Futa, vada più veloce!!!
Continui ad applicare concetti di meccanica su argomentazioni di fisica... è assurdo! In tutte le maniere, la velocità del suono non è costante perché varia in base alle condizioni ambientali in cui si trova (hai perfettamente ragione a dire ch'è 343m/s a 20º ma già a 0º gradi diventa di soli 331m/s quindi è un parametro variabile)!!! Ma stiamo parlando di religione o di scienza???

Comunque, se leggevi bene, la guida è orientata verso i neofiti (quindi persone che sanno, se siamo fortunati, collegare a stento 2 spinotti) ed è divisa in 3 moduli (quello pubblicato è solo il primo)... che faccio?!? Spiego ad uno come vincere il gran premio di Monte Carlo quando questo non sa manco mettere la prima in una Punto???
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DJ DINGO

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Messaggio 31 mag 2014, 17:45

Re: Migliore Scelta Subwoofer sui 600Euro

Seguo il consiglio del buon Sasadj e non proseguo nella discussione perché ormai siamo andati completamente fuori argomento.
Comunque un bel dibattito vivace fa sempre bene anche perché come diceva Seneca "Senza un avversario la virtù marcisce ." :D

P.s. per Sasadj io ho un access virus c che proprio economico non è e ha il "sub osc".
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